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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 03/12/2013  -  stampato il 03/12/2016


Lo sport in carcere per il benessere dei detenuti e della Polizia Penitenziaria

Nel Salone d'Onore del Coni il Presidente Giovanni Malagò e il Ministro della Giustizia Annamaria Cancellieri, hanno siglato il protocollo d'intesa del progetto “Sport in carcere”. Alla firma erano presenti il Capo del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria, Giovanni Tamburino, il Segretario Generale del Coni, Roberto Fabbricini,ed il Commissario Marcello Tolu, Responsabile Gruppo Sportivo Fiamme Azzurre.

Il progetto è finalizzato al miglioramento della condizione carceraria e del trattamento dei detenuti attraverso la pratica e la formazione sportiva. L’obiettivo è di realizzare in tempi brevi una prima serie di interventi concordati in sede europea nel corso degli incontri che il Ministro della Giustizia ha avuto a Strasburgo il 4 e 5 novembre scorso, davanti al Consiglio d’Europa e alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo. Il “Protocollo d’Intesa” prevede l’impegno congiunto dei promotori - con il concorso delle Federazioni Sportive Nazionali - nelle strutture individuate all’interno di diversi istituti di pena, su tutto il territorio nazionale. Le sedi-pilota interessate dall’iniziativa sono quelle della Casa Circondariale di Bologna e di Roma-Rebibbia “Femminile”.

Oltre a ciò è fondamentale sottolineare come il progetto si rivolga anche al benessere del personale della Polizia Penitenziaria che con il mondo carcere ha un contatto diretto e quotidiano (come e quanto gli stessi reclusi in molti casi estremi).Il Ministro Annamaria Cancellieri in tal senso ha dichiarato che: “L'impegno, in ogni carcere, è che ci siano impianti sportivi, anche se è un cammino che si preannuncia molto lungo. Vogliamo che di questi impianti possa goderne anche la Polizia Penitenziaria. E dove ci sarà la possibilità di ingressi esterni, questi impianti dovranno essere messi a disposizione della collettività. Bisogna che la società civile viva in simbiosi con il carcere, che è una risorsa e non solo un problema. La Costituzione dice che il detenuto debba espiare la pena ma la detenzione deve essere un momento di crescita e non di regressione. Lo sport è un grimaldello che permette di rompere certe catene. Lo sport è un insieme di regole, di forza, disciplina e quindi portare i principi dello sport all'interno delle carceri significa dare alle carceri gli strumenti di crescita civile".

Il Presidente Malagò ha sottolineato l’importanza del messaggio promosso attraverso il progetto. “Oggi è una giornata importante. E' una cosa della quale essere fieri, orgogliosi. Il protocollo è un atto formale ed in parte anche sostanziale. A volte queste iniziative sono rimaste lettera morta ma questa volta voglio dimostrare sul campo praticamente e concretamente che il mondo dello sport può dare molto alle persone che vivono dentro al carcere. Lo sport contribuisce mettendoci la faccia e le professionalità. I migliori atleti, tecnici, allenatori e del materiale. Credo che oggettivamente ci siano dei problemi di strutture ma anche su questo possiamo provare ad incanalare qualche azienda che vuole investire nel mondo dello sport ed è attenta ai temi del sociale per creare degli spazi, i miglior possibili, dove noi entriamo e portiamo i grandi campioni. Persone che sono in un contesto di regime carcerario evidentemente le regole non le hanno rispettate, invece dobbiamo spiegare che nello sport è indispensabile farlo”.

Il Responsabile del Gruppo Sportive Fiamme Azzurre, Marcello Tolu, ha quindi specificato i dettagli dell’iniziativa. “La pena deve tendere al reinserimento, lo sport è un ausilio fondamentale in questo senso. Prevediamo di impegnare i detenuti anche nell’ambito di manifestazioni e iniziative sportive”. L’iniziativa di natura formativa sarà successivamente estesa d altre realtà penitenziarie.