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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 14/12/2013  -  stampato il 04/12/2016


Emergenza carceri: c'era una volta anche la Polizia Penitenziaria, ora sparita, rimossa

C’era una volta l’emergenza carceri, o meglio c’è sempre stata, ma chissà per quale motivo un bel giorno di qualche anno fa il Governo ha detto che c’era proprio bisogno di costruire nuove carceri. Era indispensabile per non fare stare stretti come sardine i detenuti.

Caso strano, si volle puntare l’attenzione sull’edilizia penitenziaria e si individuarono le carceri più antiche situate nei centri storici delle città. Una cordata di imprenditori benefattori si sarebbero sobbarcati l’onere di costruire nuove carceri in periferia in cambio degli edifici e dei terreni dei centro-città. Si chiamava project financing.

Per indorare meglio la pillola si disse che questo era solo uno dei tre capisaldi dell’emergenza carceri. Gli altri erano la promessa di Leggi svuota-carceri e, quella che ci interessava di più: l’assunzione di personale di Polizia Penitenziaria.

Con l'enfasi del momento questo piano fu collocato su "Tre Pilastri" e le assunzioni in Polizia Penitenziaria erano, appunto, uno dei tre "Pilastri".

Un fiume di milioni di euro vennero messi a disposizione del Capo Dipartimento Amministrazione Penitenziaria che, con l’occasione, assunse anche l’incarico di Commissario Stroardinario per l’emergenza carceri. Dopo un paio d’anni, passati a capire se doveva fare il Capo DAP o il Commissario straordinario (e comunque senza aver combinato nulla di straordinario), l’illustre magistrato venne rimosso, ma poco prima anche defraudato del titolo da Commissario.

Qualche agente venne assunto, è vero, ma niente al netto delle migliaia di poliziotti mancanti e di quelli andati nel frattempo in pensione. Forse a conti fatti qualche centinaio in confronto alla carenza d’organico di ottomila poliziotti penitenziari (organico previsto quando c’era la metà dei detenuti nelle carceri…).

Sono passati gli anni, sono cambiati i Ministri, i Governi, i Capi DAP, ma l’emergenza continua e, quel che è peggio, se n’è accorta pure l’Europa, che tutto vede a tutto regola.

Ora i "Pilastri" dell’emergenza carceri sono diventati quattro:

1) normative per ridurre gli ingressi in carcere e favorire le misure alternative;

2) maggiore ore d’aria per i detenuti;

3) ristrutturazione e costruzione di nuove carceri;

4) prevedere tempi e modi per risarcire in moneta sonante i detenuti torturati dal sovraffollamento.

Come immaginavamo, il "Terzo Pilastro" di Ionta e Alfano (quello costruito con i mattoncini lego) è stato il primo a crollare ... con buona pace nostra e dei nostri sforzi per tamponare l'emergenza!