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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 17/12/2013  -  stampato il 04/12/2016


Omicidio-suicidio "Non è il momento dei commenti a caldo", ma perché poi non ne parlate nemmeno a freddo?

Con la solerzia tipica delle persone abituate ad adulare i dirigenti del DAP, un sindacalista (sindacalista?) della Polizia Penitenziaria si è sbrigato a sminuire ancora una volta un tragico evento come quello avvenuto oggi nel carcere di Torino affrettandosi a dichiarare che il fatto “non costituisca spunto per alimentare polemiche artificiose”.

Anche il Ministro della Giustizia Anna Maria Cancellieri e il direttore del carcere si sono messi in posizione di stand-by, in attesa di conoscere meglio i motivi del “tragico gesto”.

Eh, già ... a caldo è sempre meglio non sbilanciarsi. Quando si occupano posizioni di rilievo, come le summenzionate personalità, è opportuno mantenere un aplomb istituzionale e rilasciare soltanto dichiarazioni di circostanza. Al massimo si può manifestare “vicinanza ed affetto” ai familiari delle vittime, ma l’importante è far passare ‘a nuttata come diceva Edoardo De Filippo.

Domani sarà un altro giorno. Domani ci sarà ancora da tutelare i detenuti che soffrono tanto nelle carceri ...

Domani, tutt’al più, ci potrebbe essere qualche polemica: il solito SAPPE che si lamenta delle condizioni disumane (quelle si) in cui sono costretti a lavorare sotto organico migliaia di poliziotti penitenziari. Ma oggi è il giorno del far finta di non sapere ... di non capire. Oggi è il giorno della testa sotto la sabbia.

E va bene, potrei anche starci, potrei anche comprendere ... a patto però che da dopodomani tutti, dal Ministro della Giustizia, fino al più incapace dei direttori penitenziari, passando per i tanti magistrati che al DAP vengono a godersi i benefits da Dirigente Generale dello Stato, si rimbocchino le maniche, si puliscano le orecchie, alzino i loro culi dalle poltrone e si diano da fare veramente per mettere mano alla questione del benessere del personale di Polizia Penitenziaria.

Aspetteremo e rispetteremo, con dovuta deferenza per i nostri colleghi deceduti, anche le esequie, ma poi pretendiamo che un vero Ministro della Giustizia, un vero Capo della Polizia Penitenziaria, vadano a Torino per parlare al personale e da Torino lancino un messaggio a tutti i poliziotti penitenziari d'Italia.

Perché la Polizia Penitenziaria è stanca di subire quotidianamente aggressioni fisiche da parte dei detenuti, aggressioni verbali da parte della stampa, aggressioni morali da parte dei propri vertici che “a caldo” non si sbilanciano e “a freddo” se ne fregano …