www.poliziapenitenziaria.it

Home Page> Articolo> Pubblicato il: 30/12/2013  -  stampato il 07/12/2016


Emergenza carceri: tutto quello che successo e che era prevedibile ma che il DAP fa finta di ignorare

Incredibile ... ma come è possibile? Ma allora … ma chi è stato?

Per una malaugurata serie di circostanze, in un paio di giorni, sono arrivate al pettine molte anomalie di questo piccolo angolo di Italia chiamato “carcere” e in giro non faccio altro che ascoltare pezzi di frase come questi.

Un collega ha ucciso un altro collega, ossessionato dall’incubo di un rapporto disciplinare. Il Governo vara l’ennesimo Decreto svuota-carceri. Un detenuto non rientra dal permesso premio: poca cosa se non fosse per il fatto che si trattava di un serial killer. Un Direttore e un Magistrato di Sorveglianza non conoscono i trascorsi di quel detenuto.

E ora cittadini comuni, uomini e donne qualsiasi come me, "eminenti penne” del giornalismo italiano, così come qualche “pennivendolo”, sono rimasti talmente sconcertati da tanti eventi tutti insieme, che nemmeno uno come Vespa è stato capace di fare un plastico in così breve tempo e con così tanti argomenti da sviscerare.

Possibile?

Si è possibile, prevedibile, previsto per giunta!

Ma così come nessuno è profeta in Patria, così nemmeno noi della Polizia Penitenziaria siamo considerati attendibili quando diciamo che quel detenuto, quel “povero detenuto” che si dimostra così docile davanti all’educatore, allo psicologo e agli assistenti sociali (quei pochi minuti che passa con loro), è lo stesso che ti sputa addosso, che urla la notte, che ti lancia gli oggetti, che ti schizza il sangue addosso dopo essersi tagliato col coperchio di una lattina di sugo (e meno male che non l'ha usata come un’arma contro il poliziotto ... per ora).

Si è possibile e prevedibile che una persona seria e tranquilla come il collega di Torino, si tramuti in un omicida/suicida per il semplice sospetto di essere uno tra gli ottantamila (80.000) provvedimenti disciplinari elevati ogni anno contro poco più di trentottomila (38.000) poliziotti penitenziari in servizio.

Omicidio-suicidio Torino, Sappe: Capo DAP inadeguato, serve un comandante del Corpo

Si è possibile e prevedibile che un Direttore non conosca i fatti e le circostanze di precedenti reati di un detenuto, quando lo stesso Ministro della Giustizia non sa di quanti posti-detenuto dispone la sua amministrazione penitenziaria e lo ammette senza vergogna, senza censure verso un suo Capo Dipartimento che probabilmente non sa fare il suo mestiere.

Statistiche carceri: il DAP ammette discordanze tra i dati pubblicati

E’ possibile e prevedibile che il DAP e il Ministero della Giustizia annaspino alla ricerca di possibili soluzioni per tamponare le procedure d'infrazione della Corte Europea di Giustizia, senza conoscere esattamente la percentuale della recidiva dei detenuti (che in pratica è la mission istituzionale dello stesso dipartimento).

Si è possibile e prevedibile che le carceri siano costantemente sovraffollate perché il concetto principale di detenzione stessa, e cioè il recupero del detenuto attraverso il lavoro e l’istruzione, riguarda rispettivamente il 4% dei detenuti impiegati in lavori parzialmente utili al loro reinserimento e meno del 4% di detenuti che superano un qualsiasi livello di corso di formazione scolastico ogni anno.

Si è possibile e prevedibile perché nessuno si è mai preso la briga di denunciare, indagare e arrestare un sistema che prevede aste al ribasso per la fornitura dei pasti giornalieri ai detenuti in carcere, con ditte che vincono l’appalto per la fornitura di colazione, pranzo e cena per i detenuti a 3 euro e mezzo al giorno (per detenuto) e poi moltiplicano i prezzi dei generi alimentari che i detenuti posso acquistare, con i propri soldi, al “sopravvitto” interno al carcere.

Si tutto ciò è normale e possibile perché alla stragrande maggioranza dei giornalisti non gliene frega niente di conoscere realmente come stanno le cose (figuriamoci ai politici…) e si attivano soltanto quando possono tirar giù titoloni sui poliziotti aguzzini, massacratori di detenuti.

L’accanimento di Linea Gialla verso la Polizia Penitenziaria

Si è possibile ed è normale se per oltre dieci anni lo Stato paga più di cento milioni di euro per braccialetti elettronici senza che vengano usati e senza che nessuno si assuma la responsabilità dello spreco.

Braccialetto elettronico per i detenuti: un tormentone che dura da un decennio

Si è possibile ed è normale che tutto ciò avvenga perché l’amministrazione penitenziaria è gestita da una gerontocrazia, immune da qualsiasi giudizio che riguardi l’efficienza del proprio lavoro o la responsabilità amministrativa e penale delle proprie azioni.

Commissari di Polizia Penitenziaria "parcheggiati": il DAP non sa come impiegarli

Si è possibile ed è inevitabile quando nonostante tutto il mondo si stia muovendo attraverso gli strumenti informatici, al DAP ci vogliono anche alcuni giorni per far muovere un documento da un piano all’altro dello stesso edificio e qualche volta, quel documento, finisce pure per smarrirsi …

E allora è normale anche che migliaia di Poliziotti Penitenziari abbiano perso la fiducia nei propri superiori, nei propri dirigenti e nei propri Ministri ed è normale che anche il senso dello Stato, che viene indossato ogni giorno con l’uniforme del Corpo, inizi a vacillare in tanti uomini e in tante donne che quell’uniforme, spesso, se la devono pure aggiustare e completare con i propri soldi.

Tutto ciò è possibile perché il pianeta carcere è la somma delle ipocrisie della nostra società, della nostra politica e delle nostre coscienze.

Perché se è vero che qualche volta ci addolora sapere che i detenuti soffrono tanto a vivere in condizioni disumane, è altrettanto vero che qualche altra volta invochiamo la pena di morte per chi ci ha rigato lo sportello della macchina nuova!

Al novantanove per cento degli italiani non frega niente del carcere e delle condizioni di detenzione