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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 10/01/2014  -  stampato il 07/12/2016


Il Capo Dap Giovanni Tamburino in Commissione Antimafia: “Io non vengo informato … e non mi informo”. Ma allora che ci sta a fare al Dap ?

Il Capo Dap Giovanni Tamburino è stato sentito in Commissione parlamentare Antimafia in relazione alla vicenda delle minacce di Totò Riina al PM Nino Di Matteo di Palermo.

Essendo Totò Riina detenuto da molti anni ed essendo tale vicenda proveniente dal carcere è stato naturale (se non inevitabile) per la Commissione convocare, appunto, il Capo delle Carceri.

Purtroppo, però, la Commissione è rimasta molto delusa dalle risultanze dell’audizione giacchè il Capo di tutti i penitenziari italiani ha dichiarato di non sapere nulla della vicenda.

In particolare, queste alcune delle affermazioni di Tamburino:

"… se sono state disposte delle intercettazioni in un carcere di massima sicurezza, io non lo so” 

“… che Riina sapesse di essere intercettato, non ho elementi da cui si possa ricavare” 

 

“… io non vengo informato dell'attività giudiziaria in corso (nelle carceri n.d.a.)  e non mi informo” 

La Presidente della Commissione Rosy Bindi si è detta "molto sorpresa" del fatto che il capo del Dap affermi di non essere al corrente di intercettazioni effettuate in un carcere, cioè in un ambito sotto la giurisdizione del Dap, su un detenuto in 41 bis. E perplessità hanno manifestato anche diversi commissari.

Meno male che, finalmente, anche qualcun altro manifesta “perplessità” sul Capo Dap Tamburino e non è soltanto il “solito Sappe” a contestare la dirigenza del dipartimento penitenziario.

Chissà che non sia arrivato il momento che qualcuno (magari anche al Quirinale) cominci ad avere qualche dubbio sulle responsabilità della dirigenza del Dap (ed in particolare del Capo) per la disastrosa situazione delle carceri.

O qui davvero dobbiamo continuare a credere e far credere (in particolare al Quirinale) che la disastrosa situazione delle carceri dipende “solo” dagli extracomunitari, dai tossicodipendenti e dalla custodia cautelare? 

Possibile che, considerate le sconcertanti dichiarazioni del Capo delle carceri, nessuno si domanda (in particolare il Quirinale) perché lo Stato italiano (e cioè tutti noi) deve continuare a pagare 27000 (ventisettemila) euro al mese a Giovanni Tamburino che non sa” e non chiede” cosa succede nelle “sue” carceri? 

P.S.

E se il Capo del Dap non sa quello che succede nelle carceri come possiamo pensare (sperare) che sappia (e faccia) qualcosa per la Polizia Penitenziaria?

Ecco perché siamo un Corpo di Polizia di serie B

 

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