www.poliziapenitenziaria.it

Home Page> Articolo> Pubblicato il: 26/01/2014  -  stampato il 08/12/2016


Carceri brasiliane: la bufala dell'APAC, la sorveglianza dinamica in chiave brasiliana

Quando gli uomini qualuque indicano la Luna, i “filosofi” delle carceri guardano il dito…

Il proverbio non era proprio così, ma è quanto avviene riguardo al “rivoluzionario” sistema APAC adottato in ristrettissima parte nelle carceri brasiliane.

APAC è l’acronimo di Associazione per la protezione e assistenza ai condannati ed è l’interpretazione brasiliana del concetto di sorveglianza dinamica. Il metodo APAC è un sistema carcerario utilizzato in Brasile da organizzazioni della società civile ed entrato a far parte dell'impianto carcerario istituzionale brasiliano, caratterizzato dall'assenza di armi e polizia. La sicurezza è garantita dai volontari, cui sono affidate le unità carcerarie, e dagli stessi detenuti. Il modello brasiliano riconosce un’autonomia quasi assoluta ai detenuti consegnando ad ognuno di loro le chiavi della cella e quelle del portone del penitenziario.

A sperimentarlo, ormai già da 40 anni, è un gruppo di magistrati brasiliani, confortati dalle statistiche che dimostrano una recidiva ridotta a meno del 10% contro la media del 70% dei detenuti comuni brasiliani.

Sorveglianza dinamica nelle carceri in Italia

Il progetto APAC è addirittura approdato a Bruxelles perché scelto come modello dalla Commissione europea per gli European Development Days. Fino a qui tutto vero, ma allora la “bufala” dov’è?

La fregatura sta nei numeri e nelle considerazioni che se ne traggono, ai limiti della truffa, guardando il dito, appunto, e immaginandolo anche più grande della luna,  fantasticando su un modello di carcere che è inapplicabile su larga scala, ubriachi di un “buonismo” che fino ad ora ha creato solo problemi a chi in carcere ci lavora sul serio.

Riepiloghiamo: le carceri brasiliane ospitano circa 500.000 persone detenute (cinquecentomila su 300.000 posti disponibili), quasi dieci volte il numero dei detenuti presenti in Italia, su circa 200 milioni di cittadini brasiliani (in Italia siamo circa 60 milioni di abitanti). Ne consegue un sovraffollamento delle carceri brasiliane da record! Minore del nostro in termini percentuali, ma molto maggiore se rapportato alla popolazione della Nazione brasiliana che “vanta” un tasso di carcerazione dello 0,25% contro il nostro 0,1%

Ebbene, quante persone detenute beneficiano del sistema APAC che tanto entusiasma i nostri “filosofi”? Il Procuratore di Minas Gerias (una delle regioni del Brasile) dichiara: “attualmente sono circa 2.000 (duemila) persone, recluse in penitenziari da 140-150 detenuti ciascuno” … cioè lo 0,4% della popolazione detenuta brasiliana!

… ma fatemi il piacere! Bisogna smettere di filosofeggiare e toccare con mano, come fa la Polizia Penitenziaria tutti i giorni, 365 giorni all’anno per 24 ore su 24, prima di iniziare a discutere sulle cose reali, senza restare a guardare le pagliuzze da 0,4%

Eccola la vera realtà delle carceri brasiliane e sudamericane… La "sorveglianza dinamica” e il regime delle “celle aperte” si può applicare a meno dell'uno per cento dei detenuti ... praticamente ininfluente!

E' necessario confrontarsi con la realtà e smettendola di filosofeggiare! Ci guadagneremo tutti: detenuti, poliziotti, società.

 

Brasile: il Ministro della Giustizia Cardoso ammette che il sistema carcerario del paese è medievale

 

Nel 2013 quasi un omicidio al giorno nelle carceri brasiliane

 

Bolivia, carcere di San Pedro: un esempio di "vigilanza dinamica" finita male

 

Detenuti decapitati in carcere brasiliano: l'ONU chiede spiegazioni

 

Sorveglianza dinamica venezuelana: 16 morti in un giorno tra detenuti dopo scontri in carcere

 

Venezuela, megarivolta con sparatoria tra 600 detenuti

 

Piscina, discoteca e prostitute a disposizione nel carcere venezuelano controllato dai detenuti