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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 15/01/2014  -  stampato il 11/12/2016


Cancellieri contro i vertici del DAP: chi vincerÓ il duello, la padella o la brace?

Una cosa è certa, la sfuriata della Cancellieri ai vertici del DAP c’è stata e non è stata da poco. In pochissimi conoscono le parole esatte che il Ministro della Giustizia ha rivolto contro i vertici del DAP, ma il tono non è stato “amichevole”.

In queste ore si rincorrono le voci di lettere di dimissioni, di nomi di eventuali sostituti alla guida del Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria, di scuse, di smentite… Nulla di certo, però è evidente che un clima come questo al DAP, di panni sporchi lavati quasi in piazza, non s’era mai visto.

Al massimo in passato ci sono state scaramucce tra un Ministro e un singolo Capo DAP per ordini di scuderia politica, per malesseri personali, ma mai così tante persone coinvolte, in così breve tempo e con tale intensità da scavalcare anche le spesse mura del Ministero di via Arenula.

E’ il frutto dei tanti cambiamenti politici avvenuti in così breve tempo che hanno generato un “mostro” come quello che amministra l’intero settore penitenziario in cui siede al vertice un Prefetto promosso a Ministro da un Presidente del Consiglio perennemento in bilico, di un Capo del DAP vicino al Colle, di un Vice Capo del DAP portato in palmo di mano dalla ricca Lombardia, di un altro Vice Capo del DAP espressione della magistratura.

Insomma un papocchio!

In mezzo ci sono speculazioni politiche sulle condizioni di vita di decine di migliaia di persone detenute, condizioni che, in fin dei conti, non interessano niente a nessuno. Altrimenti al problema vero delle carceri, che non è certo il sovraffollamento… ci si sarebbe messo mano già da tempo e le “minacce” dell’Europa non ci sarebbe mai state.

Nei prossimi giorni ci saranno altre indiscrezioni che ci descriveranno retroscena degni del film “Parenti serpenti”. Non sarà facile distinguere la realtà dalla finzione, la verità dalle veline ministeriali, gli articoli giornalistici dalle “soffiate” fatte uscire ad arte proprio dal DAP.

Di sicuro c’è il fatto che il Corpo di Polizia Penitenziaria sarà l’unico a rimetterci sul serio. I problemi delle carceri sono molti e, ripetiamo, non dipendono certo solo dal sovraffollamento che è l’unico pensiero fisso di questi signori. L’unica certezza è che solo il Corpo di Polizia Penitenziaria, con l’impegno e la capacità dei suoi uomini e donne ormai ridotti all’osso, saprà tirare avanti il carrozzone a proprio rischio e pericolo, mentre alle nostre spalle continuerà a consumarsi questo teatrino di sfide tra la Padella del Ministero e la Brace che cova nel DAP.

Chi vincerà il duello? A noi della Polizia Penitenziaria, poco importa.

L’importante invece è che dalle macerie di queste scaramucce ai vertici, prenda finalmente piede la convinzione che se si vogliono risolvere veramente i problemi delle carceri, è indispensabile mettere al centro i problemi e le esigenze dell’unica vera Istituzione che in carcere ci lavora H24/G365: il Corpo di Polizia Penitenziaria!

W la Polizia Penitenziaria!

  

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Vertici del DAP in contrasto con la Cancellieri, ma fonti interne smentiscono la volontà di dimettersi

 

Nuovo schiaffo alla Polizia Penitenziaria: nessun poliziotto penitenziario nominato nella commissione per elaborare proposte di interventi in materia penitenziaria

 

Continuiamo a nascondere la polvere sotto al tappeto ...