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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 29/01/2014  -  stampato il 04/12/2016


Lettera aperta al Presidente Mauro Palma: volete migliorare le condizioni delle carceri? Ascoltate la Polizia Penitenziaria

Ill.mo Presidente Palma,

abbiamo letto il suo commento su questo sito web (leggi in basso ndr), con il quale ha smentito la notizia di un possibile incarico come Capo DAP, circolata dopo l’incontro tra il Ministro Cancellieri e i vertici dell'amministrazione penitenziaria, che si è svolto qualche tempo fa a via Arenula.

Tra le righe del suo intervento, abbiamo apprezzato molto la sensibilità nei confronti delle problematiche di tutti gli operatori che lavorano in carcere e l'affermazione che qualunque intervento sulle carceri non possa prescindere da queste.

Non abbiamo alcun motivo di dubitare della sua onestà e correttezza.

Pur tuttavia volevamo approfittare di questa occasione per poterLe esprimere l’amarezza, i dubbi e il profondo senso di malessere che pervade tanti miei colleghi della Polizia Penitenziaria, di fronte al modo in cui si continuano ad affrontare i problemi che affliggono le carceri italiane.

In primis vorremmo evidenziarLe un aspetto che è prima di tutto formale e poi, di conseguenza, sostanziale.

Lei è stato nominato Presidente di una Commissione incaricata di trovare soluzioni alla cosiddetta “emergenza carceri, ma nella stessa Commissione non è stato inserito alcun appartenente al Corpo di Polizia Penitenziaria.

La preghiamo, non si affretti a dire che nella Commissione ci sono esponenti di spicco dell’Amministrazione penitenziaria, perché dal DAP, ancorché rappresentati, siamo ignorati e mortificati ogni giorno.

Per noi quei vertici non possono rappresentare i bisogni della Polizia Penitenziaria né possono essere in grado di suggerire soluzioni plausibili all’emergenza carceri perché, a nostro avviso, sono in parte responsabili di quell'emergenza.

Dal punto di vista formale sarebbe bastato nominare anche un solo Commissario della Polizia Penitenziaria e la “facciata” sarebbe stata quantomeno salvata.

E' pur vero che c'era il rischio che la nomina potesse ricadere su un appartenente alla Polizia Penitenziaria di quelli che si vedono al DAP, impegnati più ad accondiscendere i dettami dall’alto che a farsi portatori delle esigenze dei loro colleghi, ma il fatto stesso di non aver voluto nemmeno salvaguardare l’aspetto formale, non può che essere  considerata un’offesa e un’ulteriore messaggio di disprezzo da parte delle Istituzioni nei confronti delle migliaia di appartenenti alla Polizia Penitenziaria che in carcere ci lavorano, ci si impegnano e, me lo lasci dire, ci sputano il sangue ogni ora del giorno, ogni giorno dell’anno.

Detto questo,  Le assicuriamo che il nostro non è uno sfogo personale, ma la sintesi (ci creda) molto edulcorata di come la pensiamo e per questo Le vogliamo rivolgere una richiesta: trovi Lei, per favore, il modo, l’occasione, la scusa (se serve) per inserire nella Sua Commissione una voce della Polizia Penitenziaria. Siamo l'Istituzione dello Stato che in carcere lavora più tempo di tutti, che conosce uno ad uno ogni singolo detenuto.

Non crede anche Lei sia assurdo continuare ad istituire tavole rotonde e Commissioni, per parlare di carcere, senza dare voce a chi in carcere lavora con profonda abnegazione e sacrificio come i poliziotti penitenziari ?

Non crede che il coinvolgimento diretto della Polizia penitenziaria sarebbe utile per tutti (tranne che per la dirigenza del dap che pensa solo a difendere il proprio orticello) ?

Siamo davvero stufi di lavorare tra l’incudine dei problemi delle carceri e il martello dei provvedimenti caduti dall’alto, senza un minimo di raziocinio, impartiti da chi il carcere lo amministra da comode poltrone senza mai aver, non dico risolto, ma nemmeno affontato i reali problemi.

Nella sua lunga carriera passata a cercare di risolvere i problemi delle carceri, alla quale la Presidenza di questa Commissione rende anche merito, avrà certamente avuto modo di conoscere come la burocrazia e le decisioni prese dall’alto senza conoscere minimamente le dinamiche reali, sono piuttosto di ostacolo alla corretta applicazione dei dettami della nostra Costituzione e delle riforme penitenziarie che si sono succedute negli anni.  

La salutiamo cordialmente, con la convinzione che Lei ha assunto questo incarico davvero con impegno sincero, considerata l'onestà intellettuale che traspare "dall'umile gesto” di intervenire in una discussione tutto sommato secondaria come questa, invitandoLa nuovamente ad ascoltare anche “formalmente” le richieste e i consigli che possono arrivare dal Corpo di Polizia Penitenziaria.

  

Il commento di Mauro Palma:

La notizia di Dagospia della mia nomina era una balla totale.Sono e resto alla guida di quel meccanismo che dovrebbe portarci a rientrare nei parametri fissati da Strasburgo (per il bene di chi in carcere è detenuto e di chi in carcere lavora). Però un punto mi preme sottolineare: durante i lavori della Commissione e anche in questi giorni ho SEMPRE sottolineato che ogni miglioramento di condizioni detentive esiste solo se si accompagna al miglioramento di condizioni di lavoro di chi in carcere opera, mai contro di esse o trascurando gli effetti di ciò che si propone. Questo solo perché sia chiara la mia personale posizione.

(commento all'articolo: Secondo il sito Dagospia dimissioni di Tamburino, Pagano e Cascini e Mauro Palma nuovo Capo del Dap)

  

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