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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 17/01/2014  -  stampato il 04/12/2016


Interrogazione Parlamentare sulla permanenza in servizio del dott. Emilio Di Somma

 

Il testo dell’interrogazione del Vice Presidente del Senato Maurizio Gasparri:
 
Legislatura 17 Atto di Sindacato Ispettivo n° 4-01280

Pubblicato il 4 dicembre 2013, nella seduta n. 146

 

Premesso che, per quanto risulta all'interrogante:

la Direzione Generale del Personale e della Formazione del Dipartimento dell'Amministrazione Penitenziaria, con nota n. 0331164 del 14 settembre 2012, ha disposto il collocamento a riposo per raggiunti limiti di età anagrafica del dottor Emilio di Somma, dirigente generale dell'amministrazione penitenziaria, a decorrere dal 1° gennaio 2013, ai sensi dell'articolo 1 della legge 15 febbraio 1958, n. 46, in applicazione dell'articolo 24 del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214, nonché della circolare n. 2 dell'8 marzo 2012 del Dipartimento della funzione pubblica;

la Direzione Generale, con atto n. 0338116 del 24 settembre 2012, riscontrando nota del dottor Emilio di Somma, ha ribadito il contenuto della determinazione assunta in data 14 settembre 2012, precisando che lo stesso, alla data del 31 dicembre 2011, ha maturato il requisito di oltre 42 anni di anzianità contributiva ai fini del diritto all'accesso e alla decorrenza del trattamento pensionistico, secondo la normativa previgente di cui all'articolo 24 citato;

con nota n. 0358753 del 9 ottobre 2012 la stessa Direzione generale ha confermato i contenuti dell'atto del 24 settembre 2012;

il dottor Emilio di Somma è andato contro i provvedimenti di collocamento a riposo per raggiunti limiti di età anagrafica per violazione di legge, difetto di motivazione ed eccesso di potere innanzi al Tribunale amministrativo regionale del Lazio, impugnando anche la citata circolare n. 2, sostenendo la diretta applicabilità nei suoi confronti dell'articolo 24, comma 6, lettera c), del decreto-legge n. 201 del 2011 laddove ha elevato da 65 a 66 anni l'età richiesta per l'accesso alla pensione di vecchiaia, età che il dottor di Somma compirà il giorno 23 dicembre 2013;

il TAR del Lazio ha accolto, già in sede cautelare, il ricorso proposto dal dottor di Somma, ritenendo prevalenti gli elementi di interpretazione logico-sistematica in quanto il ricorrente, pur avendo conseguito il diritto alla pensione di anzianità al 31 dicembre 2011 tuttavia, a tale data, non aveva raggiunto l'età pensionabile ai fini della vecchiaia, per cui si è espresso significando ragionevolmente applicabile, a domanda, il nuovo regime pensionistico;

l'amministrazione penitenziaria avverso la decisione del TAR del Lazio ha ritenuto di adire il Consiglio di Stato, e l'appello risulta pendente;

il decreto-legge n. 101 del 2013, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 125 del 2013, contiene, tra l'altro, una norma di interpretazione autentica in tema di obbligo del collocamento a riposo d'ufficio e di limite massimo ordinamentale, tanto che in virtù di tale ultima disposizione è stato definitivamente stabilito che il conseguimento da parte di un lavoratore dipendente delle pubbliche amministrazioni di un qualsiasi diritto a pensione entro il 31 dicembre 2011 comporta obbligatoriamente l'applicazione del regime di accesso e delle decorrenze previgente rispetto all'entrata in vigore del più volte citato articolo 24, sancendo l'obbligo in capo all'amministrazione di procedere alla risoluzione del rapporto di lavoro nei confronti di chi entro il 2011 era già in possesso della massima anzianità contributiva, o comunque, dei requisiti prescritti per l'accesso ad un trattamento pensionistico diverso dalla pensione di vecchiaia (art. 2, comma 4);

appare dunque all'interrogante superata e da superare la sentenza del TAR del Lazio che annullava il provvedimento di collocamento a riposo del dottor Emilio di Somma,

si chiede di sapere

se risulti al Ministro in indirizzo per quali motivi, nonostante l'interpretazione autentica recata dal decreto-legge n. 101 del 2013, convertito, con modificazione, dalla legge n. 125 del 2013, l'amministrazione penitenziaria non abbia ancora posto in essere provvedimenti di risoluzione del rapporto di lavoro del dottor Emilio di Somma, dal momento che ogni decisione di carattere giurisdizionale, che peraltro potrebbe richiedere come di consueto tempi assai lunghi, risulta allo stato ultronea, in quanto alla luce del predetto ius superveniens deve ritenersi cessata la materia del contendere, non sottovalutando profili di danno erariale connessi alla corresponsione di emolumenti, peraltro ingenti, dovuti all'indebita permanenza in servizio del dottor Emilio di Somma.