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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 17/02/2014  -  stampato il 04/12/2016


Le lunghe ombre di Torino: il malessere della Polizia Penitenziaria continua ...

Riceviamo e pubblichiamo questa lettera-appello che dimostra come il malessere di migliaia di Polizotti penitenziari non si cancella con un numero verde o un discorsetto qua e là di qualche Dirigente. I molti problemi legati ad un lavoro stressante, pericoloso e nemmeno valorizzato dai propri vertici, produce una miscela molto pericolosa.

 

Ricordate il caso del omicidio-suicidio nel carcere di Torino? Ancora adesso ci si interroga su cosa avesse spinto il povero collega a un simile gesto estremo!!

Eppure da qualche tempo,in molti stiamo provando quella sensazione di frustrazione,rabbia, impotenza, continue imposizioni e minacce velate . E quello che accade a un gruppo di uomini addetti al servizio delle traduzioni.Il nostro compito e' quello di scortare detenuti in Tribunali,ospedali, spesso detenuti con gravi problemi di salute o peggio autolesionisti a tutte le ore dl giorno e della notte!! Come dicevo un pugno di uomini, e come si fa a garantire tutto questo ? Semplice, rinunciamo ad avere dei turni programmati, rinunciamo ad avere impegni quotidiani, sottraendo tempo alle nostre famiglie ai nostri figli.

Tutto questo fino ad oggi è stato fatto con molti sacrifici, con orgoglio e spirito di Corpo. Ma tutto ha un limite, non ci si aspetta certo delle ricompense, ma soprattutto non ci si aspettano delle umiliazioni, trattati con sufficienza dai superiori che sarebbero coloro che ti dovrebbero tutelare,consigliare collaborare.

Nello specifico, il personale viene inviato in "trasferta" in tutto il territorio nazionale, e' previsto da una legge dello stato che al personale inviato in trasferta venga anticipata una somma per i pasti e per eventuali pernotti, invece, a causa della ben nota spending review, improvvisamente sembra che al personale non spetti più nulla o quasi, addirittura in occasione di lunghe trasferte, il personale deve anticipare dalle proprie tasche soldi necessari per la consumazione dei pasti, quindi oltre al danno anche la beffa, perché anziché restituire quanto anticipato, bisogna attendere la chiusura dei fogli di viaggio, precisando che la direzione di Vercelli non paga le missioni dal mese di Ottobre 2013.

Ma è veramente così? No, diciamo noi, c'è sicuramente una interpretazione troppo restrittiva da parte del nostro dirigente. Cosi più volte tentiamo un dialogo che puntualmente diventa un monologo del capo!! Così iniziano i malumori,qualche tentativo di protesta risolte nel nulla.

Da questo momento in poi, i superiori iniziano una dimostrazione di forza, restrizioni di servizio,controllo assiduo dei servizi espletati, pronti subito a cercare la minima lacuna sul servizio come pretesto per fare tagli sulle indennità.Oppure aspettare il minimo errore per sanzionare disciplinarmente il personale o addirittura creando delle vere e proprie trappole per indurre in errore, mentre quando è il personale a relazionare un detenuto per minacce subite, non viene neppure ammonito.

Provate a immaginare delle persone sottoposte continuamente a lavorare in condizioni di disaggio già solo per il tipo di lavoro, a questo aggiungete umiliazioni, stress e vessazioni.

A questo punto la misura e colma!! E ancora così difficile immaginare perché a volte delle persone equilibrate possano commettere gesti estremi?

Lettera firmata.

 

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