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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 20/03/2014  -  stampato il 07/12/2016


Il saluto militare ai superiori: la questione "pił importante" affrontata dal Dap!

Il vero problema dell’Italia non sono i parlamentari o i componenti del Governo, perché su quelli - essendo esposti e riconoscibili - si può sempre esercitare una scelta o una pressione mediatica. 

Il vero problema di questa ricchissima e bellissima Nazione sono i SuperBurocrati, Dirigenti pubblici poco in vista e poco conosciuti, sui quali non si può esercitare né selezione, né controllo, in quanto del tutto svincolati da qualsiasi meccanismo di giudizio, di valutazione, se non di tipo morale da parte di quelle pochissime persone (se paragonate alla percentuale degli italiani) che hanno a che fare con le loro (rare) decisioni e le loro (più frequenti) incapacità lavorative.

Di continuo, quasi tutti i Tribunali Amministrativi Regionali (TAR) annullano, revocano o cassano le decisioni dei nostri dirigenti pubblici, nel nostro caso dei Dirigenti dell’Amministrazione Penitenziaria. Abbiamo creato anche un’apposita rubrica per cercare di tenere conto (LA LEGGE E' UGUALE PER TUTTI) dei danni anche economici di tali provvedimenti. Uno su tutti: il caso del Generale degli Agenti di Custodia Savini, risarcito con denaro pubblico di 180 mila euro, per errate decisioni del Dap (evidenti a chiunque). 

Il Giornale: ennesimo sperpero denaro pubblico, Dap deve risarcire Generale AdC con 180000 euro (e io pago!)

Risarcimento che, ovviamente, è a carico di tutta la collettività ... uno dei tanti risarcimenti a carico di tutta la collettività per l'errore di uno.

In teoria, in casi del genere, l’amministrazione pubblica dovrebbe esercitare il proprio diritto di rivalsa economica nei confronti del Dirigente, o dei Dirigenti, che hanno causato il danno, ma a memoria d’uomo, almeno per quanto riguarda l’Amministrazione penitenziaria, questo non è mai successo.

Eppure, l' ART. 28 della Costituzione sembra abbastanza chiaro:

"I funzionari e i dipendenti dello Stato e degli enti pubblici sono direttamente responsabili, secondo le leggi penali, civili e amministrative, degli atti compiuti in violazione di diritti. In tali casi la responsabilità civile si estende allo Stato e agli enti pubblici."

E la cosa non stupisce perché, come recita l’antico proverbio, il pesce puzza dalla testa se pensiamo a Capi del DAP si sentono "al di sotto della Legge" …, allora appare del tutto legittimo per i nostri Dirigenti infischiarsene, non dico del buon senso, ma addiruttura delle Leggi italiane.

Franco Ionta e Giovanni Tamburino si ritengono al di sopra della Legge ed ignorano le ordinanze del TAR Lazio

In un tale contesto, allora, è del tutto “normale” che un Dirigente Generale, a Capo di una direzione generale, spenda parte del suo tempo (lautamente remunerato) per emanare la seconda Circolare sulle modalità del saluto dovuto ai Dirigenti da parte del personale sottoposto (in questo caso i poliziotti penitenziari).

PRIMA CIRCOLARE: Circolare sulle norme del saluto tra poliziotti: Regolamento di servizio Polizia Penitenziaria

SECONDA CIRCOLARE: Circolare sul saluto e cura della persona

Evidentemente, di questi tempi, era la questione più importante sul tavolo di un Dirigente che dovrebbe gestire decine di migliaia di poliziotti e migliaia di dipendenti pubblici del comparto ministeri.

Ma checcefrega del  benessere del personale, del sovraffollamento, della carenza d’organico, degli errori dei Dirigenti sottoposti che costano cazziate dai Tribunali e soprattutto un sacco di soldi da parte di tutta la collettività! ... per il Direttore Generale del Personale “accompagnare la mano con le dita distese ed unite alla visiera” per porgere il dovuto saluto alle autorità superiori, è la questione più importante del suo mandato istituzionale!

 

 

La circolare sui saluti gerarchici con stretta di mano: della serie "arrivano i Turchi, anzi no, i Bizantini"

 

I colleghi si suicidano e al DAP il Dirigenti giocano a fare i giuristi