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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 01/04/2014  -  stampato il 08/12/2016


Autisti e Dirigenti: le coppie di fatto del DAP

Chi l’ha detto che il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria è indietro rispetto ai cambiamenti che avvengono nella società civile?

Sul tema delle unioni civili per esempio (anche se non proprio nel senso che intendiamo tutti) il DAP è molto più avanti e le coppie di fatto esistono da decenni.

Stiamo parlando di quello speciale rapporto di fiducia/intimità che si instaura tra il Dirigente e il proprio autista: quel giovane poliziotto penitenziario che si è arruolato tanti anni fa ma che poi, d’incanto, è stato “promosso” autista di fiducia ed è diventato una moderna Perpetua di manzoniana memoria dello stesso "suo" Dirigente.

L’autista/perpetua non è un lavoro semplice che chiunque può esercitare. L’autista/perpetua sa dispensare consigli, sondare terreni, avvicinare confidenti e stringere alleanze con altri autisti di lungo corso; sa ascoltare quando deve e non vedere quando serve. Alla bisogna può fare da maggiordomo e impartire ordini agli altri servitori che ruotano intorno al "suo" Dirigente.

Nel suo piccolo, l'autista/perpetua può promettere e anche dispensare favori, ma quasi mai per diretto tornaconto personale: sempre in nome e per conto del "suo" Dirigente che lo saprà ringraziare in altri modi.

Se, disgraziatamente, uno di loro un giorno dovesse diventare “collaboratore di giustizia” e raccontare quello che sa, l’intero DAP potrebbe crollare come un castello di sabbia sotto la risacca ed è per questo che l'autista/perpetua soltanto a prima vista può sembrare una vittima, mentre con il passare degli anni e dei “segreti” assurge, invece, al ruolo di potenziale carnefice perché potrebbe diventare un pericolo se solo dicesse una parola di troppo ad una persona di troppo.

Ma come avviene per quegli animali che vivono in simbiosi anche se apparentemente non hanno nulla da spartire l’uno con l’altro, la nostra coppia di fatto negli anni tesse una fitta trama di favori e confidenze.

Fuori dal contesto lavorativo i due non avrebbero nulla in comune, infatti, solitamente, tanto è più acculturato e di buone maniere l’uno (di solito il Dirigente) tanto è più “ignorante” l’altro.

Ma si badi bene, non “ignorante” nel senso scolastico o culturale, ma nell'accezione volgare del termine di pratico e diretto quando serve.

Per tutti questi autisti/perpetue, e in fondo anche un po’ badanti dei nostri beneamati Dirigenti, dovrebbe essere prevista un’apposita onorificenza: quella di “Medaglia d’oro per i venti anni di benemerito servizio”!

Si potrebbe prevedere anche quella d’argento per i quindici anni, ma nessuno s’illuda di far parte del prestigioso club con solo cinque o dieci anni ...

L’unico, vero, pericolosissimo rischio di questa professione è quello di dimenticarsi da chi si è pagati e per quale ruolo si è stati assunti tanti anni fa, tanto che in alcuni casi l’autista/perpetua si dimentica anche di andare in pensione!