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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 21/03/2014  -  stampato il 21/01/2017


Appello al Ciambellano del Granducato Penitenziario: urge ulteriore circolare esplicativa sui saluti

Finalmente un Ciambellano di polso, oserei dire uno “con le palle” per utilizzare un termine caro alla plebaglia e tanto per farsi capire da tutti gli inferiori!

Anch’io come Giullare di Corte, nel mio piccolo, sono al vertice di una gerarchia fatta di menestrelli, cantastorie, accattoni di vario genere che si presentano al Castello in cerca di elemosina. Alcuni di loro, qualche volta, riescono a raggiungere il mio cospetto, desiderosi di apprendere le mie tecniche e i miei segreti. Non solo però accade che costoro abbiano la sfacciataggine di presentarsi come appartenenti al mio medesimo Granducato, ma hanno anche l’irriverenza di non porgermi quegli appropriati salamelecchi che il mio rango di Giullare di Corte Ufficiale del Castello prevede, soprattutto da parte di nauseabondi inferiori gerarchici.

Ma già con la prima Circolare emanata da quel nobil homo del Ciambellano del Granducato Penitenziario, le cose sono molto cambiate. Io stesso ho distribuito copie della circolare tra il contado che, però, purtroppo non le ha comprese perché pochi sanno leggere e ancor meno sanno comprenderle quelle parole ... ma il mio scopo era, soprattutto, quello di farla arrivare ai cantastorie che si avvicinano al Castello, affinché, giunti al mio cospetto sapessero utilizzare le appropriate movenze e locuzioni per salutarmi come mi compete.

Ebbene, quasi tutti l’hanno capito ma permangono sacche di resistenze da parte di gente (perlopiù miserabili bifolchi) che pare aver smarrito la secolare usanza dei saluti appropriati ai superiori gerarchici. Si credono forse dei rivoluzionari? Oppure sono solo ignoranti?

Fatto sta che ho avuto un moto di giubilo quando ho letto che il Ciambellano del Granducato Penitenziario, distogliendo il suo prezioso tempo da altri affari ben più nobili, ha voluto onorarci di una sua seconda Circolare esplicativa sulle corrette modalità del saluto gerarchico.

Troppa grazia!

Spero ardentemente che a questa seconda Circolare segua presto una terza (considerati gli impegni e la fitta corrispondenza che il Ciambellano intrattiene con altri Ducati confinanti, oltre Tevere) perché ho notato che i più scaltri tra i miei sottoposti sono soliti utilizzare il saluto per altri nascosti fini.

Mi sono accorto che, nel far arrivare le dita unite e distese al loro copricapo, sfruttano il movimento dell’intero braccio, coordinandolo con il movimento del polso, per distenderlo a mo’ di esortazione a recarmi in altro contado: per mandarmi a quel paese, insomma!

La postura finale è corretta come prescrivono i regolamenti e come le Circolari giustamente sottolineano, ma c’è un preciso istante durante il movimento del braccio, nel quale si ha la netta sensazione che mi stiano mandando proprio a quel paese.

Chiedo quindi alla Signoria Illustrissima Vostra, di prendere in considerazione la stesura di una terza Circolare, ancora più esplicativa e dettagliata, onde debellare del tutto quelle piccole sacche di riottosi che sfruttano i regolamenti per mandarmi a quel paese, come forse immagino sia capitato anche a Lei …

Porgendole i miei deferenti ossequi, Le rinnovo i sensi della mia sottomessa considerazione, con i migliori auguri di un fecondo terzo millennio post nativitatem Christi.

 

Il saluto militare ai superiori: la questione "più importante" affrontata dal Dap!

 

 La circolare sui saluti gerarchici con stretta di mano: della serie "arrivano i Turchi, anzi no, i Bizantini"