www.poliziapenitenziaria.it

Home Page> Articolo> Pubblicato il: 24/03/2014  -  stampato il 08/12/2016


Saluti ai superiori gerarchici si! Onori funebri ai funerali dei poliziotti no!

L’8 marzo 2014 un altro collega in provincia di Siena ha deciso di togliersi la vita impiccandosi ad una gru vicino casa; atto soppressivo che segue a breve distanza di tempo il suicidio di un altro collega in Piemonte, che ha deciso di usare l’arma di ordinanza contro se stesso, nel parcheggio della Casa Circondariale di Novara.

Ormai i suicidi nelle fila del Corpo di Polizia Penitenziaria stanno assumendo, negli ultimi anni, un crescente ed allarmante trend, tanto da assurgere a prepotente priorità per l’Amministrazione penitenziaria, analogamente al contrasto della tensione detentiva.

Eppure, fra le impellenti priorità per l’Amministrazione deve annoverarsi anche quella di rammentare al personale del Corpo il dovere di salutare i superiori gerarchici nelle forme prescritte dal regolamento di servizio, tanto da doversi emanare in tal senso una seconda lettera circolare (lettera circolare n. 0096133 del 13 marzo 2014), dal momento che la considerazione del Corpo di Polizia Penitenziaria, sempre più oggetto di attenzione da parte dei mezzi di comunicazione di massa e della opinione pubblica, passerebbe anche e soprattutto attraverso un ineccepibile comportamento formale, che le riprese televisive e le fotografie diffondono ovunque lasciandone memoria non labile.

Peccato che tale impellente priorità non è stata avvertita dall’Amministrazione in occasione del funerale del collega Mario Ferrara tenutosi ad Amendolara (CS), paese natale dello stesso, atteso che nella circostanza nessun saluto, o meglio nessun ultimo saluto, mediante il servizio di rappresentanza, è stato rivolto al collega che si è tragicamente tolto la vita, saluto che invero non è mancato nella cerimonia tenutasi a Novara, ove era presente una rappresentanza dell’Amministrazione.

Orbene, con la lettera circolare 3632/6081 del 23 dicembre 2011 è stato precisato che per esigenze di contenimento delle spese relative alle rappresentanze gli onori sono consentiti solo per gli appartenenti al Corpo non più in servizio, intendendosi per tali solo per coloro che sono stati collocati in quiescenza e non anche coloro che cessino dal servizio per cause violente.

Duole prendere atto che l’Amministrazione penitenziaria non consideri una priorità quella di concedere il servizio di rappresentanza a quel personale che ha ritenuto di compiere il gesto estremo del suicidio, a causa di un disagio interiore che forse trova causa o comunque concausa nelle condizioni di lavoro, sulla base di motivazioni economiche che invece risultano remissive allorquando si tratta di disporre missioni, di acquistare autovetture, di rifare l’atrio del DAP e via discorrendo.

Certo è che nella circostanza il personale di rappresentanza, qualora autorizzato, avrebbe reso gli onori in modo impeccabile anche per quanto riguarda il saluto, che ben conosce.

Del resto siamo davvero sicuri che la scarsa considerazione del Corpo di Polizia Penitenziaria sia dovuta al mancato saluto, alla inadeguata cura della persona e alla incuria nell’indossare l’uniforme da parte di alcuni appartenenti allo stesso, e non piuttosto a circostanze più sostanziali da ricercare in ambiti più dirigenziali.

 

Il saluto militare ai superiori: la questione "più importante" affrontata dal Dap!