www.poliziapenitenziaria.it

Home Page> Articolo> Pubblicato il: 23/03/2014  -  stampato il 09/12/2016


Chiusura Provveditorati amministrazione penitenziaria: interrogazione parlamentare

ATTO CAMERA INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/03658

Primo firmatario: OLIARO ROBERTA - Gruppo: SCELTA CIVICA PER L'ITALIA

Ministero destinatario: MINISTERO DELLA GIUSTIZIA

OLIARO. — Al Ministro della giustizia. — Per sapere – premesso che:

il 12 febbraio 2014 si è svolta a Roma, presso il Ministero della giustizia, una riunione sullo schema di decreto del Presidente del Consiglio dei ministri che prevede una riorganizzazione del Ministero della giustizia e del DAP;

stante la premessa del capo di gabinetto, Renato Finocchi Ghersi, che presiedeva l'incontro e che ha rappresentato ai presenti la già avvenuta approvazione in sede di pre Consiglio dei ministri dello schema, il Sindacato autonomo Polizia Penitenziaria SAPPE, ha evidenziato la propria netta contrarietà al progetto di sopprimere 4 provveditorati regionali dell'amministrazione penitenziaria (Liguria, Umbria, Marche e Basilicata), abbandonando immediatamente il tavolo;

non è possibile, che in una situazione emergenziale quale è quella delle carceri italiane si pensi di sopprimere importantissimi articolazioni regionali quali sono i provveditorati regionali che, nello specifico, hanno competenze di indirizzo e controllo di 21 penitenziari nei quali sono detenute circa 4.500 persone e nelle quali lavorano migliaia di poliziotti ed operatori civili;

non è dato sapere se, in relazione all'annunciato accorpamento dei provveditorati regionali dell'amministrazione penitenziaria di Genova, Perugia, Ancona e Potenza con quelli di Torino, Roma, Pescara e Catanzaro, gli attuali uffici verranno definitivamente chiusi oppure se opereranno come sedi distaccate sul territorio;

è certamente discutibile un provvedimento che rischia di destabilizzare un sistema della sicurezza a livello regionale e territoriale costruito dopo tanti e tanti anni di esperienza, di cui fanno parte le carceri, i nuclei delle traduzioni e dei piantonamenti e le centrali operative regionali della Polizia Penitenziaria;

per effetto dell'eventuale definitiva approvazione, il SAPPE ha espresso preoccupazioni su quale futuro operativo potrà avere il Corpo di Polizia Penitenziaria e coloro che ad esso appartengono in Liguria, Umbria, Marche e Basilicata nonché di conoscere le conseguenze che si determineranno nei confronti dei poliziotti e degli operatori penitenziari attualmente in servizio presso i rispettivi uffici dei provveditorati regionali dell'amministrazione penitenziaria;

è facile immaginare quali disagi comporterà l'approvazione del provvedimento verso il personale di Polizia Penitenziaria, i detenuti, gli avvocati, che si troveranno costretti – sia per ragioni di servizio che per ragioni personali – a fare riferimento ad uffici posti fino a trecento chilometri di distanza –:

se il Ministro interrogato non ritenga di dover chiarire tutte queste criticità evidenziate anche dal SAPPE, quali determinazioni si intendano assumere verso gli uffici dei provveditorati regionali dell'amministrazione penitenziaria di Liguria, Umbria, Marche e Basilicata e dei poliziotti e degli altri operatori penitenziari che in esso lavorano. (4-03658)

Data firma: 20/02/2014