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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 25/03/2014  -  stampato il 10/12/2016


Canale 5 offende il Corpo e il Dap “si indigna” …

Ormai è diventato un vero e proprio stillicidio … tutte le reti televisive sembrano aver fatto cartello per infilare nelle fiction scene morbose di poliziotti penitenziari corrotti, vigliacchi, assassini e collusi alle mafie.

Evidentemente questo format va di moda ed esporre la Polizia Penitenziaria al pubblico ludibrio paga in termini di ascolti.

Ma più che gli ascolti, a mio parere, quello che induce canali televisivi e case di produzione ad affibbiare al poliziotto penitenziario la parte del villain è la certezza di non subire alcuna conseguenza.

Tant’è che raramente abbiamo visto, e solo in casi accuratamente decontestualizzati dall’Istituzione, carabinieri, poliziotti o finanzieri nella parte del cattivo di turno.

Invece, da un po’ di tempo a questa parte, i poliziotti penitenziari sembrano essere diventati l’archetipo del malvagio e del malfattore.

Perché questa discriminazione?

La risposta, secondo me, è semplice ed elementare: perché tanto la Polizia Penitenziaria non la difende nessuno.

Basti pensare che nell’ultimo gravissimo caso di discredito dell’immagine del Corpo (episodio del 21 marzo di una fiction di Canale 5) la “durissima” reazione del Dap è stata un comunicato  di “Indignazione per la fiction Le mani dentro la città"

Beh che dire … la casa di produzione Tao2 – artefice della fiction – avrà pensato di essere protagonista della pubblicità “ti piace vincere facile”

A me, invece, è venuta in mente una vecchia barzelletta sui gay di tanti anni fa:  "Non ti picchio perché è da uomo, non ti graffio perché è da donna … ma ti odio, ti odio, ti odio!"

Con tutto il rispetto per i gay che, contrariamente al dap, sanno bene come difendere il proprio “pride”.

Provate ad immaginare quale poteva essere, a parti invertite, la reazione del Comando Generale dell’Arma o del Capo della Polizia ….

La verità, nuda e cruda, è che noi siamo figli di un Dio minore e come tali siamo trattati anche dalla televisione.

Ma essere figli di un Dio minore non significa automaticamente essere fratelli o cugini minori … tutt’altro. Noi non siamo secondi a nessuno e – come sempre – difenderemo da soli la nostra dignità, il nostro onore ed il nostro orgoglio di poliziotti a prescindere, anzi nonostante, il dap e tutti quei burosauri che vi abitano.

Il Sappe, qualche giorno fa, ha presentato una querela alla Procura di Roma contro il Corriere della Sera per un video pubblicato su internet che infangava l’immagine del Corpo.

Adesso il nostro studio legale sta valutando eventuali profili di diffamazione nella fiction Il giudice meschino della Rai e presto valuterà anche quelli de Le mani dentro la città di Mediaset.

Dopo di che, come sempre, faremo noi quello che dovrebbe fare e non ha mai fatto il dap … che è ormai un inutile carrozzone senza ruote che non è in grado di spostarsi nemmeno di un centimetro.

 

P.S.

Ad ogni modo la casa di produzione Tao 2 si è, invece, preoccupata di specificare nei credits che:

"Nel corso della lavorazione del film non sono stati inflitti maltrattamenti di alcun genere agli animali. Gli animali di scena sono stati trattati e seguiti da addestratori professionisti che ne hanno garantito la totale incolumità".

Insomma, tutela degli animali si, tutela dell'immagine della Polizia Penitenziaria no.

La differenza, forse, sta nel fatto che noi della Polizia Penitenziaria non possiamo contare su nessun "Addestratore Professionista" degno di questo nome .....

O no ?