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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 16/12/2009  -  stampato il 05/12/2016


Lettera al Direttore

Gentile De Blasis, vorrei porre alcune domande in merito al nostro lavoro di Agenti di Polizia Penitenziaria e ti chiedo di rispondermi con la massima trasparenza e celerità.

Innanzi tutto mi presento sono l’Ass.te Scalabrella Vinicio e presto servizio presso la Casa di Reclusione di Orvieto (TR) e di recente mi sono dimesso dalla carica di Vice Segretario Provinciale dell’OSAPP e mi sono tesserato con voi, nella convinzione che un Sindacato come il vostro, il primo sul territorio nazionale, ha bisogno di più iscritti possibili per avere maggior forza.

Vengo subito al punto, parlo di me e dei colleghi su tutto il territorio Nazionale che sono nella mia stessa situazione.

1) Nella C.R di Orvieto siamo dieci agenti in meno tra cui nove sono a servizio a turno, uno sta in ufficio.

Quelli che sono rimasti raggiungono un minimo di 41 ore ed un massimo di 54 ore di straordinario mensile. Non è nostra scelta fare tutte queste ore di straordinario ma è la conseguenza della mancanza di personale che abbiamo. Oltretutto alla fine dell’anno ci tolgono bei soldini dalla busta paga con il conguaglio fiscale (ma almeno ce le pagassero tutte come la prima, invece se la prima ora è pagata 10 euro anche la 54ma ora dovrebbe essere pagata a 10 euro e non 5 euro come avviene, altrimenti che convenienza c’è? E il nostro sacrificio a cosa è valso?).

2) Ma la ferita che ci fa più male è quella della legge Brunetta, la legge per i cosiddetti fannulloni (Volponi) che troveranno sempre delle scappatoie e cosi facendo saremo sempre noi a lavorare. Infatti a marzo noi che abbiamo lavorato tutto l’anno instancabilmente ci ritroviamo a pagare conguagli esagerati, con due, tre, o quattro rate che ci vengono tolte dallo stipendio.

Invece, quello che durante l’arco dell’anno ha fatto il furbo mandando la malattia, incassa con l’incentivo arrivando a prendere quasi quanto noi poveri lavoratori che abbiamo sgobbato tutto l’anno con sacrificio e spirito di Corpo (perché io a questi valori ancora ci credo).

La differenza tra queste (due) categorie è minima considerando che loro, stando a casa non hanno neanche l’usura della macchina e il consumo del carburante.

Ma la cosa secondo me più importante è che stanno vicini ai i propri figli e alle proprie mogli. La seconda categoria è quella che se lo prende nel ...., ci rimette il carburante e il resto che ti ho elencato prima. Ti dico questo perché sto vivendo quest’esperienza qui ad Orvieto.

Premetto che ho una bambina anche io di cinque anni ma è nata con un problema (labiopalatoschisi, bilaterale) per il quale usufruisco della legge 104 prendo i tre giorni mensili che mi spettano anche se non mi servono, perchè te lo dico con il cuore in mano e senza vergogna voglio rimanerle vicino. Della legge 151 usufruisco di un mese l’anno perchè non sono uno che se n’approfitta per farsi l’estate fuori.

Ho aperto questa parentesi per farti capire che chi ha voglia di lavorare deve essere pagato equamente e non ricevere solo le briciole. Questo dovete dire a chi comanda se no il personale rimane a casa.

3) Ho detto tutto questo perché io e qualche altro povero agente disgraziato, che lavoriamo tutto l’anno come forsennati, con il rischio di qualche disturbo, lo facciamo perché dobbiamo pagare il mutuo di casa e altre cose, senza mandare mai la malattia e non vorremmo vedere questi che si pavoneggiano e ci prendono in giro vantandosi di aver preso quasi quanto noi d’incentivo.

4) Ma questi Ministri sanno che noi poveri agenti di Polizia Penitenziaria operiamo con gente malata (tossici, malati di AIDS, epatite, scabbia e via discorrendo)? Questi Ministri hanno capito che la Polizia Penitenziaria è al collasso, è sotto stress per i turni massacranti e non ce la fa più a mantenere questo ritmo?

VOGLIAMO DARGLI UN SEGNALE FORTE.

Al momento, a mio parere, siete l’unico Sindacato che tenta perlomeno di tutelarci e farci star bene nelle ore di servizio. Ti chiedo, se possibile, di pubblicare questa lettera sulla vostra Rivista, magari anche in un’altra forma o in forma ridotta, perchè ho cercato di esprimere quello che pensano gli agenti. Ti Ringrazio del tempo prezioso che mi hai dedicato, colgo l’occasione per porgerti distinti saluti.

Vinicio Scalabrella



Caro Vinicio, innanzitutto voglio ringraziarti per la belle parole che hai indirizzato al Sappe e per la stima che hai espresso per questa Rivista che è il suo organo ufficiale di informazione. Mi lusinga il fatto che hai voluto affidare alle nostre pagine questo tuo grido d’allarme che ritieni (e lo condivido) possa rappresentare il pensiero della stragrande maggioranza dei colleghi di tutta Italia.

Mi chiedi risposte trasparenti e veloci. In realtà la tua lettera contiene molte più risposte che domande. A mio avviso, poni un’unica sola domanda (che poi è più corretto definire richiesta): Quale puo’ essere un sistema efficace per allargare la forbice restributiva tra chi lavora (che deve essere maggiormente gratificato) e chi è assenteista (che deve essere disincentivato)?

Preliminarmente, vorrei rassicurarti sul fatto che siamo consapevoli del problema legato al conguaglio fiscale che aumenta in misura spropositata per coloro che effettuano (sono costretti) parecchie ore di straordinario e del conseguente effetto collaterale che causa il paradossso per il quale fino ad un tot numero di ore la retribuzione è di 10 euro, mentre superata una soglia x (per effetto appunto del conguaglio fiscale) la retribuzione scende fino a 5 euro. L’unica soluzione a questa aberrazione fiscale è la completa detassazione degli straordinari, ed è questa la strada che stiamo cercando di percorrere. Per quanto riguarda, invece, la vexata quaestio degli incentivi, come puoi constatare dal nuovo accordo sul FESI per l’anno 2009 stiamo cercando di percorrere proprio la strada dell’allargamento della forbice tra chi lavora e chi no, attraverso una retribuzione sempre più legata alla effettiva presenza in servizio.

Per il resto delle tue affermazioni, infine, non posso che ribadire la piena condivisione dei concetti che hai inteso esprimere.

Un abbraccio.

G.B. de Blasis