www.poliziapenitenziaria.it

Home Page> Articolo> Pubblicato il: 25/06/2014  -  stampato il 11/12/2016


Essere Capo del Personale non basta per essere considerato Comandante del Corpo

“Il decreto legislativo 27 ottobre 2009, n. 150, ha novellato il decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 65 ed introdotto alcune disposizioni in materia di assenze per malattia…”

Con questo incipit della prima, significativa, circolare è iniziata l’era dell’ultimo Direttore Generale del Personale e della Formazione del DAP.

Era il lontanissimo maggio 2010 e il novello Direttore Generale si cimentò nel suo primo messaggio “urbi et orbi” (volgarmente chiamato lettera circolare e che, ancora più volgarmente, abbrevierò in circolare) volto a chiarire le nuove fasce orarie di reperibilità entro le quali devono essere effettuate le visite mediche di controllo sulla malattia del dipendente assente.

Una circolare chiara, corretta e puntuale che metteva ordine nella materia dopo le varie voci e disposizioni che si erano succedute nei mesi precedenti, dopo la “rivoluzione” del Ministro Renato Brunetta.

Dopo questa circolare, si poteva ben pensare di aver trovato un Direttore Generale scrupoloso, burocrate ma meticoloso, nel senso positivo del termine.

Oggi, dopo quattro anni, possiamo senz'altro fare un bilancio, prendendo spunto proprio dalle circolari emanate dalla Direzione Generale del Personale e della Formazione in questo lasso di tempo.

Ebbene, tolte tutte le lettere circolari “di servizio”, cioè quelle demandate da leggi o regolamenti, è veramente misero il conto dell'attività di direzione e coordinamento svolta dall'ufficio del personale della Polizia Penitenziaria.

Qualcuno potrebbe anche obiettare che tutto quel che c’era da dire e da organizzare era già stato scritto e predisposto …

In realtà il Capo del Personale del DAP (funzione svolta appunto dal Direttore Generale del Personale e della Formazione) è al vertice di circa quarantamila persone, praticamente l’equivalente di un Generale di Corpo d’Armata militare e, quindi,  anche se tutto fosse già stato detto e predisposto, avrebbe comunque una funzione  di indirizzo, di controllo e di gestione dei suoi uomini e dei loro bisogni.

Possiamo dire che il Direttore Generale del Personale e della Formazione dell’Amministrazione Penitenziaria (chissà quanto è lungo il suo biglietto da visita…) ha mai assolto questa sua funzione?

Ognuno è libero di esprimere le proprie opinioni e le proprie valutazioni (tanto i commenti all’articolo sono gratis).

La mia opinione è che, per esempio, un Comandante di Corpo d’Armata, prima di tutto, dovrebbe gestire e controllare i suoi Ufficiali, ma dovrebbe anche essere in grado  di tastare il polso della situazione recandosi in ogni posto dove rischiano la vita i propri uomini ... dal primo degli Ufficiali, all’ultima delle reclute.

Un Capo del Personale dovrebbe battere i pugni sul tavolo alle riunioni per segnalare che il Corpo di Polizia Penitenziaria “perde” più di cinquecento unità all’anno, al netto di pensionamenti ed assunzioni (fino a quando ce ne concederanno).

Un Capo del Personale avrebbe dovuto mettere la propria faccia quando si parlava di benessere del personale, di suicidi, di trasferimenti, di aggiornamento, di onori ai Caduti …

Un Capo del Personale avrebbe dovuto rischiare in prima persona con i vertici che l’hanno nominato, tanto da potersi, almeno, voltare indietro per raccogliere gli onori e il riconoscimento da parte del Suo Personale, del Suo Corpo d’Armata!

E' mai stato così?

Abbiamo mai avuto un Capo del Personale del genere? 

L'unica cosa certa è che essere Capo del Personale non basta per essere anche Comandante della Polizia Penitenziaria.

--- e per fortuna che non c'è nessuna guerra perchè con un Comandante del genere saremmo andanti incontro ad una completa disfatta e, ahinoi, a morte certa!