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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 06/04/2014  -  stampato il 05/12/2016


Il servizio decentrato nell’organizzazione del lavoro dei reparti detentivi: l’importanza di un lavoro di squadra …

Oggi più che mai, un giorno si e l’altro pure, è argomento comune il malessere di una Polizia Penitenziaria che, spesso, quando si ritrova a prestare servizio nei reparti detentivi, si viene a scontrare con le difficoltà di un sistema dove carenza di personale e sovraffollamento della popolazione detenuta sono costanti inevitabili.

Occorre, certo, dire che quanto sopra menzionato è denominatore comune della Polizia Penitenziaria impiegata negli istituti detentivi, ben consapevoli che ogni realtà rimane a sé, sempre con le proprie specifiche caratteristiche, sia nel bene che nel male.

Eppure, in un clima lavorativo già di per sé complesso, diventa quasi indispensabile creare delle unità operative, ovvero un certo numero di poliziotti penitenziari che siano coordinati e formati da un superiore gerarchico appartenente al ruolo degli Ispettori e/o dei Sovrintendenti, al fine di realizzare ogni giorno un vero e proprio lavoro di squadra, che possa far crescere l’idea di far parte di un gruppo capace di affrontare il delicato e difficile servizio all’interno di una sezione detentiva con un modus operandi comune.

A tutt’oggi, soprattutto nelle realtà penitenziarie più grandi, è ormai ben radicato il ricorso al servizio decentrato nel quale ciascuna unità operativa viene assegnata ad uno specifico Reparto e gestita dal proprio Coordinatore, competente in una gestione in toto: dalla predisposizione dei turni di servizio del personale di Polizia Penitenziaria, alle direttive che devono essere ottemperate durante il lavoro nel reparto detentivo.

Da sempre, la realizzazione di un gruppo di lavoro costituisce un momento di grande importanza nell’organizzazione, dato che il  team altro non è  che  quella realtà organizzativa ove gli individui in possesso di conoscenze, competenze ed esperienze diverse, mettono in comune il loro sapere per raggiungere obiettivi specifici e coerenti con quelli dell’organizzazione.

In particolare, un buon team deve riuscire a mettere in pratica elementi chiave quali l’individuazione delle problematiche, la discussione e la condivisione delle strategie di intervento, al fine di poter migliorare quanto di fatto si vive e si affronta in prima linea.

Ogni poliziotto penitenziario, nel proprio quotidiano lavorativo, deve essere tutelato appieno e messo, soprattutto, in condizione di essere motivato costantemente. L’integrità di un gruppo lavoro deve servire anche a questo.

La Polizia Penitenziaria merita tanto, ogni giorno!

Chi lavora, soprattutto nelle sezioni detentive e si ritrova ad affrontare situazioni altamente problematiche, non deve mai sentirsi abbandonato a sé stesso. Anzi tutt’altro!

Citando l’autorevole Sawyer Keith, la forza del gruppo altro non è che l’input portante dell’innovazione e del cambiare in meglio. Il gruppo è la chiave di svolta, grazie ai propri presupposti indispensabili, quali collaborazione, conversazione e interazione.

Inoltre,  la realizzazione di reti di persone che si trovino a lavorare in modo coeso ed efficace, soddisfa e realizza la formazione di una “genialità di gruppo” carica di motivazione sempre indispensabile, in particolar modo in un contesto delicato come quello del carcere.

“Il nano vede più lontano del gigante, quando ha le spalle del gigante su cui montare.” [Samuel Taylor Coleridge]