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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 15/04/2014  -  stampato il 06/12/2016


Open Data della pubblica amministrazione: il Dap di Tamburino al di sopra (o al di sotto) della legge

Si, parliamo ancora dello “scivolone” del Capo DAP Giovanni Tamburino che sta cercando di nascondere i dati reali dell’amministrazione penitenziaria, negandoli al Sindacato, alle associazioni non governative e a tutti i cittadini italiani.

Il “niet” del DAP ad Antigone sui dati delle carceri: un’amministrazione sempre più isolata

Oguno fa le scelte che meglio crede e fino a quando le fa a casa sua, va tutto bene. Peccato però che anche il Capo del DAP è soggetto al rispetto delle Leggi italiane e un magistrato come Tamburino questo principio fondamentale lo dovrebbe conoscere bene.

Cosa dice la Legge italiana?
La Legge italiana prevede molte norme che disciplinano il diritto dei cittadini ad essere informati e l'obbligo della Pubblica Amminstrazione a permettere l'accesso ai documenti ammnistrativi. In particolare la Legge 150/2000 ha regolamentato anche le figure e le professionalità di cui si devono dotare le singole ammnistrazioni per adempiere agli  obblighi stabiliti dalla Legge. Negli ultimi anni, con l'evoluzione e la diffusione delle tecnologie e soluzioni informatiche, la Legge si è spinta anche in questo settore.
E' in vigore, dal 25 gennaio 2011, il nuovo CAD, il Codice dell'Amministrazione Digitale (Decreto legislativo n. 235/2010) che costituisce il secondo pilastro su cui si basa il processo di rinnovamento della Pubblica Amministrazione, insieme al Decreto legislativo n. 150/2009 che ha introdotto nella PA principi di meritocrazia, premialità, trasparenza e responsabilizzazione dei dirigenti. Il nuovo CAD rinnova il quadro normativo in materia di amministrazione digitale definito nel 2005 con il Decreto legislativo n. 82, aggiornando le regole di riferimento rispetto a un panorama tecnologico in evoluzione. Non sono parole nostre ma del Governo italiano nelle pagine del sito web della Funzione Pubblica, Ministero per la semplificazione e pubblica amministrazione.

Quali sono i cambiamenti previsti dal Codice in tema di dati della pubblica amministrazione?
In teoria nulla, non fa che ribadire un concetto: i dati in possesso delle pubbliche amministrazioni non appartengono alle amministrazioni o ai loro Dirigenti, ma appartengono ai cittadini che delegano le amministrazioni alla loro gestione.

Gestione, non possesso!

I dati delle pubbliche amministrazioni infatti, sono creati e gestiti con fondi pubblici e al pubblico devono essere resi disponibili. Un principio facile da capire, se, evidentemente, non si è a capo dell’amministrazione penitenziaria…

Cosa sono gli OPEN DATA?
I dati aperti, comunemente chiamati con il termine inglese open data anche nel contesto italiano, sono alcune tipologie di dati liberamente accessibili a tutti, privi di brevetti o altre forme di controllo che ne limitino la riproduzione. L'open data si richiama alla più ampia disciplina dell'open government, cioè una dottrina in base alla quale la pubblica amministrazione dovrebbe essere aperta ai cittadini, tanto in termini di trasparenza quanto di partecipazione diretta al processo decisionale, anche attraverso il ricorso alle nuove tecnologie dell'informazione e della comunicazione (ICT) e ha alla base un'etica simile ad altri movimenti e comunità di sviluppo "open", come l'open source, l'open access e l'open content.  I dati in possesso delle amministrazioni pubbliche, in quanto creati e gestiti con fondi pubblici, devono essere resi pubblicamente fruibili ai cittadini. Nell’epoca attuale, il formato più facile da mettere a disposizione è quello digitale in un formato standard: gli Open Data appunto.

i dati aperti devono essere disponibili in un formato aperto, standardizzato e leggibile da un'applicazione informatica per facilitare la loro consultazione ed incentivare il loro riutilizzo anche in modo creativo;
i dati aperti devono essere rilasciati attraverso licenze libere che non impediscano la diffusione e il riutilizzo da parte di tutti i soggetti interessati;
i dati aperti devono essere indicizzati dai motori di ricerca.

Quindi, cari Tamburino & Co.
Gli egregi Tamburino & Co. quindi, invece di dare disposizioni restrittive ai propri Provveditori in termini di diffusione dei dati e delle informazioni pubbliche che riguardano il sistema penitenziario italiano, avrebbero dovuto emettere una circolare esattamente contraria a quella in argomento. Avrebbero dovuto adottare (già da molto tempo) il Codice Digitale delle pubbliche amministrazioni e pubblicare i dati sulla capienza detenuti, presenze del personale e altre informazioni utili sulla gestione delle carceri, in formato Open Data. L’amministrazione penitenziaria è un’istituzione pubblica. I cittadini hanno il diritto di conoscere i dati sulle carceri. Tamburino & Co. hanno il dovere di renderli pubblicamente fruibili in formato elettronico Open Data.

Perché Tamburino & Co. stanno andando nella direzione esattamente opposta? Paura? Incapacità? Ignoranza?
Non ne sono a conoscenza? Non ne sono capaci? Sono contrari perché ritengono l'amministrazione una loro proprietà privata? Probabilmente un mix devastante di tutte e tre le variabili che ha fatto cadere nel ridicolo tutta l’amministrazione penitenziaria che da anni persegue la sua tattica del “nascondiamoci così non si accorgono di noi”

La tattica fino ad ora ha “pagato”. I Dirigenti del DAP hanno da sempre inteso il loro mandato istituzionale come una licenza feudale che spesso hanno amministrato in barba alle leggi e alla Costituzione. Poi la sentenza “Torreggiani” della Corte europea dei diritti umani, ha riportatato nel mondo reale Tamburino & Co. inchiodadoli alla dura realtà.

Nel nostro piccolo però un paio di cose le abbiamo volute chiarire e, forse, se Tamburino & Co. a pochi giorni dal loro auspicabile defenestramento dalla guida dell’amministrazione penitenziaria, con un colpo di coda di dignità, decidessero finalmente di metter mano a questa incresciosa figura di m… e realizzassero il primo e probabilmente ultimo gesto utile prima del loro pensionamento, forse (e dico forse) potrebbero evitare di essere ricordati come LA PEGGIORE DIRIGENZA DEL DAP della storia penitenziaria (o perlomeno condividerla ex aequo con qualcun altro).

 

Sappe, richiesta dati statistici sulle carceri in Italia

 

 

PER APPROFONDIRE: 

www.dati.gov.it

Vademecum per la PA

Agenzia per l'Italia Digitale

Come Si Fa Opendata? (libro gratis)

Regione Piemonte:  Open Data

Comune di Roma Capitale: Open Data

Portale europeo degli Open Data: http://publicdata.eu/

The Open Knowledge Foundation