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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 18/12/2009  -  stampato il 09/12/2016


Giustizia: sė a Tinebra consulente Alfano, ma CSM si spacca

Il nuovo che avanza...

GIUSTIZIA:SI' A TINEBRA CONSULENTE ALFANO, MA CSM SI SPACCA COMMISSIONE AVEVA DETTO NO,VIA LIBERA PER UN SOLO VOTO DI SCARTO (ANSA) - ROMA, 16 DIC - Il procuratore generale di Catania Giovanni Tinebra sara' consulente del Guardasigilli Angelino Alfano sulla riforma della giustizia. Con una decisione a sorpresa e passata sul filo di lana, per un solo voto di scarto tra favorevoli e contrari, il plenum di Palazzo dei marescialli ha dato il proprio via libera all'incarico di studio, che Tinebra potra' svolgere nella sua Catania- secondo quanto riferito da Alfano al Csm- recandosi solo ''eccezionalmente'' a Roma, al ministero della giustizia e per il quale non percepira' alcun compenso. La delibera ha ribaltato la proposta della Quarta Commissione che a maggioranza aveva chiesto di negare la necessaria autorizzazione, E ha spaccato il plenum: 11 i voti a favore, 10 i contrari, due le astensioni. Per il si' a Tinebra hanno votato il vice presidente Nicola Mancino, i togati di Unicost (la corrente di centro dei magistrati) e quelli di Magistratura Indipendente (il gruppo piu' moderato), i laici del centro-destra e dell'Udc. Contrari invece togati e laici di sinistra, ad eccezione di Vincenzo Siniscalchi, che si e' astenuto assieme al togato di Unicost Alfredo Viola. Secondo la Commissione e i consiglieri di sinistra era in questo caso ''insuperabile'' il divieto allo svolgimento da parte di un Pg di un incarico extragiudiziario fuori dal luogo di residenza previsto dal regio decreto del 1941, che consente eccezioni solo in presenza di incarichi ''attribuiti da leggi e regolamenti'' o ''conferiti con decreto del Presidente della Repubblica''. Di avviso opposto la maggioranza, che ha concesso l'autorizzazione, ritenendo che ''la circostanza che soltanto in via eccezionale Tinebra dovra' recarsi presso la sede ministeriale non conferisce all'incarico stesso la natura di attivita' da svolgersi fuori dalla sede presta servizio''. Peraltro- sottolinea la delibera approvata- l'incarico ''non appare incompatibile con le funzioni'' di Pg ''poiche' in nessun modo possono essere o apparire compromessi i valori di indipendenza e imparzialita' del magistrato, sia in virtu' della sua grande esperienza e degli importantissimi incarichi gia' ricoperti che lo pongono al riparo da indebiti effetti di gratificazione nei confronti dell'autorita' conferente, sia e soprattutto in virtu'del ruolo istituzionale importantissimo riservato al Ministro della Giustizia e della natura dei suoi rapporti con il Csm''. (ANSA). FH 16-DIC-09 19:31 NNN