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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 13/05/2014  -  stampato il 06/12/2016


Visita sui luoghi di lavoro: la Casa Circondariale femminile di Roma Rebibbia

Ecco, da parte del SAPPE, proseguire le visite sui luoghi di lavoro degli Istituti Penitenziari, e nell’occasione non poteva certo mancare la realtà femminile della Casa Circondariale di Roma Rebibbia, di fatto l’Istituto con il maggior numero di detenute donne a livello Nazionale.

Sono le ore 10.00 del giorno 9 maggio 2014, quando il Direttore Reggente Dott.ssa Del Grosso Ida e il Comandante di Reparto Commissario Dr. Pulsinelli Dario, ricevono la delegazione di questa organizzazione sindacale, presieduta dal Segretario Nazionale Somma Maurizio. Obiettivo principale del SAPPE: “Verificare quei luoghi, ove, effettivamente ogni giorno, il poliziotto penitenziario svolge il proprio turno di lavoro”.

Il primo posto di servizio che s’incontra, è il Cancello Direzione, luogo di filtro, dove il collega, verifica l’esatto accesso ai reparti degli operatori esterni autorizzati, ad esempio: i docenti, i volontari ex art. 17 ecc.; è da qui, che si provvede a coordinare le detenute che dalle sezioni detentive, vengono chiamate da parte dell’Ufficio Matricola, Ufficio Valori, Casellario, Ufficio Comando, Sorveglianza Generale, Educatori, Visite Ambulatoriali Programmate e Udienze presso i Tribunali. A disposizione del collega in servizio, sono presenti: n. 2 monitor, al fine di vigilare, sulle detenute autorizzate a recarsi presso le aule scolastiche e di sartoria; un microfono, attraverso il quale si ha la possibilità di chiamare le medesime, che si trovano presso le aule anzidette, ed un citofono, per comunicare, ogni qualvolta vi sia la necessità.

Occorre proseguire, il collega preme l’apposito tasto, aprendo il cancello automatizzato. Si accede così alle scale, e s’intravede, il lungo corridoio che porta alle sezioni detentive, che non è certo in ottime condizioni. L’intonaco, sembra rimanere intatto con difficoltà, per non parlare poi di una umidità che, nel tempo ha lasciato il suo segno e lo si nota dalle fotografie realizzate dal Delegato Regionale Arzilli Andrea.

La luce, che trapassa dall’esterno non è poi così presente, probabilmente un ampliamento delle medie fessure già esistenti, potrebbero essere una plausibile soluzione. Positiva invece, la presenza di diverse telecamere, che consentono il controllo da parte della Sala Regia nella zona di transito in menzione.

Si procede e si accede presso il locale Cucina detenute, impressione senz’altro positiva, eccetto per il posto di servizio destinato a chi ci lavora. Infatti non esiste nessun box agenti, e di certo si potrebbe intervenire in tal senso, per migliorare il quotidiano servizio del collega.

Nessuna nota negativa, per il posto di servizio del Sopravvitto, che si presenta apparentemente in buone condizioni, confermate da chi ci lavora.

Ed ora, la parte più interessante e tanto attesa.
Il SAPPE, accede ai Reparti Detentivi. In primis, si giunge al Reparto Camerotti, la cosiddetta “ala giudiziaria”, destinata, principalmente all’ubicazione di detenute giudicabili. Strutturato, in un Piano Terra e tre piani detentivi. Nel reparto Camerotti, esiste l’assegnazione di un Agente a ciascun piano detentivo. In questo caso, parzialmente positivo il giudizio, dove si dovrebbe intervenire nella manutenzione del bagno agenti al primo piano, ove si notano, dei fili elettrici scoperti. Inoltre, utile sarebbe, l’istallazione di idonei climatizzatori, nel luogo di lavoro ai box agenti dei piani, per garantire una maggiore sostenibilità della temperatura sia in estate che in inverno, a tutela, di chi ci lavora.

Uscendo dalla Sezione anzidetta, si prosegue per il Reparto Cellulare, considerata una fattispecie di Reclusione. Realtà della Sorveglianza Dinamica, e già si nota la differenza. La teoria del servizio prevede: una unità di Preposto e due unità dinamiche che vigilano sui tre piani detentivi, ma la carenza di personale non sempre lo consente. Rimane invece a sé stante, il Reparto di Primo Ingresso che di norma deve garantire l’impiego a turno di un Agente.

Si fa presente, come in ottemperanza al corretto svolgimento della vigilanza dinamica, positivo è l’impatto con la tecnologia d’ausilio al collega del piano terra per lo svolgimento del servizio, che dispone di un microfono, con il quale si chiamano le detenute dei diversi piani; un citofono per comunicare con le ristrette in caso di necessità e la presenza dei blindi automatizzati e controllati a distanza.

Proposta del SAPPE è quella di potenziare l’utilizzo di telecamere ad ampio raggio, per garantire una maggiore visibilità di ciascun ballatoio.

Lasciata, la realtà “del tanto discusso Reparto in Sorveglianza Dinamica”; si prosegue, con l’accesso al Reparto di Massima sicurezza, dedito ai detenuti di AS1, AS2 e AS3; ove l’unica nota che questa organizzazione sindacale, trova doverosa sollevare è la presenza nell’atrio, di un quadro elettrico, ed a tal proposito sarebbe opportuno predisporre una copertura adeguata.

Visitati inoltre, il Reparto Nido, ove sono ubicate le detenute madri con i propri figli minori, fino a tre anni di vita: qui si potrebbe intervenire a tutela del lavoratore, individuando un luogo più idoneo per l’allocazione dei cassonetti dei rifiuti, troppo vicini alla postazione dell’agente.
Positiva l’impressione del Reparto Infermeria, divisa in due sezioni INF 1 per detenute in terapia metadonica e INF 2 per detenute con patologie che richiedono particolare attenzione dal punto di vista medico-sanitario. Si ribadisce, ad ogni modo la delicatezza del reparto, cercando di garantire quanto più possibile la presenza di due agenti ad ogni turno.

Questa organizzazione sindacale, si è recata anche presso le Caserme del personale di Polizia Penitenziaria, dove in particolare nella Caserma Seconda, si nota la presenza di una lavatrice, molto vicina ad una parete comunicante con una stanza adibita al personale, pertanto il SAPPE propone di allocarla, in idoneo posto coperto in terrazza.

A conclusione di questa visita, il SAPPE, ben conosce le problematiche esistenti tra le mura del Penitenziario Romano di Rebibbia Femminile: afflitta dalla quotidiana carenza di personale, dalla elevata presenza della popolazione detenuta e dalla precaria manutenzione, che spesso riguarda proprio i luoghi ove, il personale di Polizia Penitenziaria presta servizio.

Ecco, perché, è proprio in queste occasioni, in cui, diventa fondamentale, raccogliere l’esperienza quotidiana e trovare insieme soluzioni valide, per cambiare ciò che non funziona, con la consapevolezza che i nostri sono obiettivi di grandi dimensioni, ma non per questo impossibili.