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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 15/05/2014  -  stampato il 03/12/2016


Ricercare strategie d’intervento per il benessere del personale dovrebbe essere l’obiettivo quotidiano

Ad oggi, diverse sono le circolari in merito il benessere della Polizia Penitenziaria, quali note GDAP 0049427 del 06.02.2009, GDAP 0093626 del 12.03.2014 e la recente GDAP 0140584 del 15.04.2014.

Un argomento di particolare importanza, soprattutto in una realtà lavorativa delicata come quella del carcere: laddove “ricercare strategie d’intervento per il benessere del personale, dovrebbe essere l’obiettivo quotidiano”.

Si pensi, ad esempio al “posto di servizio” dove il collega, svolge il proprio lavoro: “SI!”, proprio a quel box agenti! Ecco c’è differenza se esso sia strutturalmente abbandonato a sé stesso piuttosto che, essere in buone condizioni con una giusta illuminazione, un sufficiente sistema di climatizzazione, per non parlare poi delle agevolazioni della tecnologia se presente e funzionante.

Proseguendo, in chiave di “benessere”, si potrebbe ipotizzare un maggiore intervento in tema vita-lavoro, creando delle strutture di asili nido dell’Amministrazione Penitenziaria, in prossimità degli istituti detentivi.

Spesso, diventa difficile per il collega padre o madre, cercare di conciliare una turnazione ottimale quando i figli sono piccoli, difficoltà ancora più accentuata quando entrambi i coniugi lavorano o nel caso in cui ci si trova in situazioni monoparentali.

Per il “benessere”  si potrebbe anche optare nella scelta di riservare al personale di Polizia Penitenziaria, dei regolari controlli clinici gratuiti, ad esempio monitoraggio della pressione sanguigna e sedute per la riduzione dello stress.

Inoltre, non si può certo non menzionare, la necessità di realizzare con frequenza dei momenti di confronto tra colleghi sia di pari grado ma anche con i propri Superiori Gerarchici.

Un clima di reciproco scambio di opinioni, finalizzato ad avere come oggetto problematiche dei reparti detentivi, disfunzioni nella predisposizione di turni di servizio, proposte per accrescere la funzionalità del lavorare nel piano detentivo. Perché, riuscire a maturare nel tempo, uno spirito di collaborazione sul posto di lavoro, spesso è quanto di più fertile per accrescere lo spirito di motivazione.

Segue poi,  il ricorso alle sanzioni disciplinari verso il poliziotto penitenziario, le quali necessariamente, devono sempre essere monitorizzate dagli organi superiori, tenendo bene a mente quella che è l’extrema ratio della stessa sanzione.

Intervenire nel “benessere” cercando di investire quanto più possibile, nei Repartini Ospedalieri, per evitare di ritrovarsi il più delle volte, nel prestare un servizio di piantonamento ad un detenuto in invio immediato nella caotica corsia del pronto soccorso più prossimo al carcere.

Quando possibile, agevolare, in ciascun istituto penitenziario, l’attivazione di una casella di posta affinché il personale di Polizia Penitenziaria, sia avvisato via e-mail, per comunicazioni dalla segreteria p.p., ad esempio in occasione della pubblicazione di un bando in mobilità interna, nella convocazione per il rinnovo tessera personale di riconoscimento ecc.; vale lo stesso a carico dell’ufficio servizi, come la trasmissione del programmato mensile, totale riposi, congedo ordinario ecc.

Nell’attesa di tempi migliori, da un punto di vista economico, destinare dei fondi allo scopo di premiare il personale di personale di Polizia Penitenziaria, che svolge turni di servizio in orari pomeridiani, serali e notturni, ecc.

Insomma, che dire, si potrebbe proseguire ad oltranza, per cercare di intervenire a tutela e motivazione di chi lavora nel carcere.

Affrontare il “benessere del personale” è un argomento difficile e piuttosto vasto, è per questo che bisognerebbe prendere esempio nel quotidiano, dalla voce di chi ci lavora tra quelle mura e che magari a volte rischia di cadere in uno sconforto, che deve essere quanto prima risolto ed eliminato.

Obiettivo deve essere quello di agire e tutelare il poliziotto penitenziario …

 

…“Perché tanto più motivato sarà il personale, quanto maggiore sarà la produttività resa e il buon esito di quanto prefissato. ”