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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 15/05/2014  -  stampato il 05/12/2016


Il DAP fa la festa alla Polizia Penitenziaria: parola d’ordine “intimità”

E anche per quest’anno ci tocca subire la Festa che il DAP si concede ogni anno per suggellare il "tappo" sulla Polizia Penitenziaria. Di questo si tratta.

Ormai è chiaro a tutti la distanza e l’estraneità di questa Amministrazione nei confronti dei bisogni e delle esigenze del Corpo di Polizia Penitenziaria.

Al DAP utilizzano la cerimonia annuale solo per fare una rimpatriata tra Provveditori e Dirigenti del Dipartimento con la coreografia gentilmente concessa da Agenti penitenziari sempre più demotivati e invecchiati.

La Festa del Corpo, da più di un decennio, ha perso qualsiasi contatto con la realtà e con il proprio personale che dovrebbe onorare.

I segnali sono parecchi e non fatevi abbindolare delle “scuse ufficiali” che citano la spending review e la circolare di austerity del Governo: gli altri segnali sono parecchi.

In primis il Presidente della Repubblica che si limita a ricevere una delegazione di Poliziotti penitenziari al Quirinale e che non presenzia più la cerimonia da anni. Sparute ed annoiate anche le persone che ricoprono cariche ai vertici dello Stato.

Poi il fatto che la Festa è frammentata e spezzettata in vari giorni, a scelta del Provveditore di turno, come se avesse un senso festeggiare il proprio compleanno una decina di volte nello stesso mese.

Per non parlare dell’assoluta autoreferenzialità delle cerimonie periferiche, dove sono stati vietati anche gli inviti “istituzionali”, quelli inviati alle altre autorità pubbliche delle altre Forze di Polizia.

Che sciocchezza, che tristezza, che disinteresse… ma che vi costava invitare anche le autorità pubbliche con cui (soprattutto in periferia) è sano e giusto mantenere i rapporti anche formali?

“Tamburino non vuole” - rispondono i Direttori dalla periferia - “e io non intendo di certo rischiare un provvedimento disciplinare del Provveditore qualora venisse a sapere degli inviti all’esterno”.

Che miopia ...

Appello ai colleghi: riprendiamoci la NOSTRA Festa!