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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 19/05/2014  -  stampato il 05/12/2016


Il Commissario di Polizia Penitenziaria della serie tv Gomorra: la prima che non umilia il Corpo

Per la prima volta, finalmente, vedendo un film o meglio una serie televisiva (Gomorra – la serie) non mi sono sentito umiliato così come mi è successo quasi sempre nel caso di film o parti di film ambientati in carcere.

La serie TV Gomorra, che va in onda su SKY devo dire che è un prodotto ben fatto, avvincente, recitato da attori bravissimi e che non ha nulla a che invidiare a fiction americane che attualmente imperversano nelle TV a pagamento.

Il boss della camorra Pietro Savastano, viene arrestato e portato, idealmente a Poggioreale. E qui, abilmente viene descritta la vita quotidiana dei detenuti, senza enfasi ma anche senza grandi “minchiate” che tutti noi abbiamo riscontrato nel passato in altre fiction del genere. Finalmente il lavoro della Polizia Penitenziaria viene descritto come realmente è nel quotidiano, con le perquisizioni di primo ingresso ben descritte, le perquisizioni nelle celle, il rapporto detenuto – agente è verosimile, come anche verosimile la figura dell’agente corrotto (ce ne sono in tutti i Corpi, ci sono stati e ce ne saranno, ma anche per esigenze sceniche).

E poi la nuova figura del Commissario. Un Commissario probabilmente del primo corso (a giudicare dall’età…..) che non vuole prevaricazioni in carcere e quindi assilla il detenuto cercando in tutti i modi di rendergli la vita in carcere difficile; ma il boss organizza una protesta finalizzata a far rientrare il suo amico agente corrotto e quindi il Commissario cede, all’apparenza, ma poi gli fa intercettare la telefonata fatta dal carcere con il telefonino portato dal collega corrotto e con gli elementi raccolti gli fa dare il 41 bis (scena finale della 4^ puntata).

Due puntate ambientate nella massima parte in carcere dove la vita dei detenuti (c’è anche un suicidio di un detenuto, ci sono accoltellamenti) viene davvero ben descritta e le dinamiche appaiono verosimili.

La figura della Polizia Penitenziaria ne esce bene e non è poco di questi tempi. Certo qualche fesseria c’è sempre ma dobbiamo anche capire che le esigenze del copione, talvolta devono travalicare la realtà per rendere più avvincente il racconto.

Pertanto promuovo a pieni voti la parte della fiction Gomorra che racconta delle vicende di camorristi all’interno di un carcere, in quanto, ripeto, per la prima volta la figura del poliziotto penitenziario ne esce a testa alta.