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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 22/05/2014  -  stampato il 08/12/2016


Festa del Corpo: sobria si, ma perché anche squallida?

Un vecchio detto siciliano che immagina il dialogo tra due donne, o tra madre e figlia, fa che una donna esaminando l’aspetto fisico dell’altra esclami: Scarsa si, ma macarùra picchì? Tradotto significa: Povera sei, ma anche sporca, trasandata perché? Dietro questa frase c’è tutto un discorso sulla dignità; ovvero la donna che incontrando l’altra fa questa considerazione, dicendo è vero che sei povera ma nella povertà conserva la dignità, quindi non andare in giro sporca o trasandata.

Questa frase siciliana non ha fatto altro che frullarmi nella testa dopo la lettura delle indicazioni sulla Festa del Corpo provenienti dal DAP. Se vogliamo trasporre la frase siciliana e adattarla a noi e alla nostra Festa, potremmo tradurla così: Sobria si, ma squallida perché?

Infatti, spesso la sobrietà si accompagna allo squallore ed è proprio questo ciò che vuole il nostro Capo del Dipartimento? Con la differenza che lui si fa la Festa in una mega scuola, con tanto di picchetto, accompagnato dal Ministro e se c’era anche dal Presidente della Repubblica; mentre in periferia non si possono invitare nemmeno le Autorità Locali, con il risultato di uno scollamento tra l’Istituzione carcere e la società civile – locale.

La ratio della spending rewiew è chiara: risparmiare, evitare l’enfasi, le feste mega costose (quelle nostre non sono mai state così) ma che senso ha NON invitare le Autorità locali quando questo NON costa nulla ma è vitale per mantenere i rapporti? E che significa che la Festa è riservata solo ai polikziotti penitenziari (e le loro famiglie no?) e invitare solo una rappresentanza dell’ANPPE (e se in quella città non esiste l’ANPPE si possono invitare i pensionati c.d. normali ovvero quelli che non aderiscono a nessuna associazione?).

Ma se nell’organizzare una Festa, in periferia qualche funzionario è così bravo da farsela sponsorizzare, qual è il problema di Tamburino? Se si riesce ad organizzare una festa a costo zero per l’Amministrazione, perché non si possono invitare le Autorità?

L’importante è che il dott. Tamburino nella Festa Nazionale è al fianco del Ministro; noi poveri minatori delle carceri periferiche, la cui serenità è stata distrutta dalla sentenza Torreggiani, nella nostra festa non possiamo avere nemmeno il Capo dei Vigili Urbani.

Piuttosto credo che ci sia la tendenza da qualche anno a questa parte a relegare la Festa del Corpo, ops annuale (197° de che? Affondiamo le nostre nobili origini al 1817? Pazzesco solo averlo pensato, all’epoca non esisteva nemmeno l’Italia come Stato…) ad una pratica burocratica da sbrigare nel chiuso di un ufficio alla presenza dci quei pochi che sono in servizio; leggere quei mattoni di discorsi soporiferi al personale, consegnare SOLO le onoreficenze ufficiali (guai a fare delle note di compiacimento o apprezzamento al personale), poi se queste arrivano ufficialmente dopo tre anni dal fatto, non ha importanza; poi se le medaglie uno se le deve comprare perché il DAP non le manda più, non ha importanza.

E la mia mente ritorna indietro nel tempo, quando la Festa del Corpo, tra gli agenti di custodia, rappresentava un vero momento di unione, si celebrava la messa, si recitava la preghiera dell’agente, poi c’era un ricco buffet o si convenzionava un ristorante e gli agenti invece di andare a mangiare in mensa si recavano felici al ristorante; ma anche alla mensa il vitto per quel giorno era quello delle grandi occasioni. Io credo che il buovo Capo del DAP debba rivedere le direttive emanate dal suo predecessore (Tamburino) e chiarire ogni dubbio fin qui sollevato, affinchè la Polizia Penitenziaria, grazie anche allo squallore delle feste in periferia, non cada definitivamente nell’oblio.

 

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