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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 09/06/2014  -  stampato il 04/12/2016


Misurazione della capienza detentiva nelle carceri italiane: segnale debole ma importante di efficienza del DAP

La straordinaria serie di eventi politici che si sono succeduti negli ultimi mesi sta facendo sentire i suoi effetti anche al DAP, notoriamente una delle amministrazioni pubbliche più refrattarie al confronto ... figuriamoci al cambiamento.

Eppure, anche il DAP sta dando segnali di vita. Solo qualche giorno fa l’Europa ha dato un altro anno di tempo al Governo e quindi al Ministero della Giustizia e quindi al DAP, per migliorare le condizioni di vita delle persone detenute nella carceri italiane.

Una delle motivazioni per cui l’Europa ha “graziato” l’Italia è stato il superamento della soglia dei tre metri quadri a disposizione per ogni detenuto. Il valico di questa soglia (più simbolica che effettivamente soddisfacente) ha permesso al Governo di salvare la faccia e di coprirsi almeno con una foglia di fico. In effetti tutte le altre gravissime problematiche in cui i detenuti vivono e i Poliziotti penitenziari lavorano, sono rimaste pressoché uguali a prima.

Ma almeno, per la prima volta nella sua storia, il DAP è riuscito a presentare dei dati misurati e rappresentabili sulla capienza detentiva delle carceri che amministra e questo è solo merito di singole persone che hanno messo in piedi un sistema di misurazione e rendicontazione efficiente: in poche parole il DAP ha iniziato ad utilizzare l’informatica per fare due conti.

Sembra poca cosa, ma è solo negli ultimi mesi che le cose si sono mosse. Fino ad ora si navigava a vista e si faceva solo finta di avere sott’occhio la situazione reale dei posti detentivi. Se un padiglione di un carcere veniva chiuso per ristrutturazioni, il DAP non riusciva a tenerne conto e la capienza “percepita” e quindi “rappresentata” al pubblico di quel singolo carcere, rimaneva invariata e quindi falsata.

Da qui derivano le accuse dei Radicali sui dati delle capienze e i goffi tentativi di censura del DAP: 

In un Paese normale dopo lo scandalo dei dati falsi sulla capienza delle carceri qualcuno sarebbe stato messo alla porta ...

Il “niet” del DAP ad Antigone sui dati delle carceri: un’amministrazione sempre più isolata

Ora si può iniziare a partire dalle singole stanze detentive di ogni carcere e monitorarne la capienza, l’eventuale temporanea chiusura e prevedere anche quando sarà nuovamente disponibile. In poche parole, si potranno fare delle previsioni e fare delle programmazioni future.

Se il Ministro Andrea Orlando vorrà davvero migliorare il sistema penitenziario italiano, non potrà che partire da un maggiore ricorso agli strumenti di comunicazione e informatizzazione dell’Amministrazione Penitenziaria, una delle leve più redditizie per il miglioramento dell’efficienza e dell’efficacia della pubblica amministrazione.

Fino ad ora nel DAP non avevamo nemmeno un Dirigente capace di intendere quale potesse essere l’impatto della rivoluzione informatica in corso già da decenni nelle società avanzate. Nelle stanze del Dipartimento i Dirigenti infatti hanno da poco imparato ad inviare le email (non tutti), perciò è facile immaginare perché fino ad ora non sono riusciti a "sfruttare" l'informatica.

Qualche giorno fa invece il DAP ha lanciato un segnale debole. Debole si, ma importante: è un chiaro segnale di presenza di vita intelligente anche nel DAP. 

 

Le tecnologie possono essere d'aiuto in carcere per i detenuti e il personale? Dipende...