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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 01/08/2014  -  stampato il 17/10/2017


Istituire la Polizia Penitenziaria di Stato e rottamare il DAP

Nella fase istruttoria del disegno di legge Repubblica semplice, tra le tante norme contenute nella bozza di riforma della pubblica amministrazione, pare ce ne fosse una che prevedeva il riordino delle Forze dell’Ordine con l’assorbimento della Polizia Penitenziaria e del Corpo Forestale nella Polizia di Stato.

La notizia è circolata per qualche giorno tra gli addetti ai lavori ed è stata ripresa dagli organi di informazione, salvo poi essere smentita dal Premier Renzi, che ha negato l’inclusione di un tale provvedimento all’interno del decreto legislativo.
In realtà, sembrerebbe che un articolo del genere fosse davvero presente, ma che il parere negativo della Presidenza della Repubblica abbia indotto il Capo del Governo a espungerlo in corso d’opera.

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Questa ipotesi è avvalorata dal fatto che nello smentire il provvedimento, durante la conferenza stampa, Renzi avrebbe aggiunto l’avverbio temporale “...per il momento”.

Non conosciamo i motivi che possono aver indotto il Presidente della Repubblica a porre il veto sull’operazione, ma siamo assolutamente convinti che, almeno per il momento, abbiamo perduto un’occasione.

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Infatti, senza soffermarci troppo sull’anomalia tutta italiana di una sicurezza pubblica affidata a ben cinque Corpi di Polizia sparpagliati tra le competenze di cinque o sei ministeri (ai quali andrebbero aggiunte le polizie locali, provinciali e regionali, i vigili del fuoco e talune guardie forestali regionali), è innegabile la necessità di una razionalizzazione delle forze dell’ordine per migliorarne l’organizzazione e la gestione delle risorse.

Per far questo, è congetturabile l’istituzione di due soli Corpi di Polizia, uno a ordinamento civile ed uno ad ordinamento militare, interdipendenti e operativamente coordinati fra di loro.

A tal fine, lasciando intatta l’organizzazione e l’ordinamento militare dell’Arma dei Carabinieri, andrebbero disciolti i Corpi della Polizia di Stato, della Guardia di Finanza, della Polizia Penitenziaria e della Polizia Forestale per farli confluire in un unico Corpo di Polizia Nazionale riordinato e riorganizzato in specializzazioni e specialità secondo i rispettivi compiti istituzionali.

In altre parole, all’interno di un unico Corpo di circa duecentomila uomini e donne, potrebbero essere incardinate una serie di divisioni organizzate secondo esclusivi compiti istituzionali: Polizia giudiziaria, Polizia di sicurezza, Polizia investigativa, Polizia stradale, Polizia ferroviaria, Polizia tributaria, Polizia Penitenziaria, Polizia ambientale, Polizia di prevenzione, ecc. ecc.

Sulla questione rammento più di un’analisi che ha affermato come l’unificazione dei vari Corpi di Polizia realizzerebbe un risparmio di miliardi di euro per le casse dello Stato.

Del resto, non è difficile prevedere notevoli risparmi di spesa dalla razionalizzazione delle risorse, dei mezzi e delle infrastrutture e, soprattutto, dal dimagrimento delle burocrazie e dal ridimensionamento degli apparati.

Per guardare a casa nostra, ad esempio, potremmo lasciare in dote al Dap e al Ministero della Giustizia tutti quei Magistrati, Dirigenti e Funzionari superflui per il Corpo, così come tutti quegli impiegati civili che adesso sono solo funzionali alla Polizia Penitenziaria e alla sua amministrazione.
Oltremodo, potremmo anche dismettere tutti quei servizi (e i mezzi funzionali ad essi) di protezione, scorta e tutela di burocrati che orbitano intorno, sotto e sopra al Corpo di Polizia Penitenziaria.

E’ evidente, infatti, che il Corpo di Polizia Penitenziaria è “servente” rispetto al dipartimento dell’amministrazione penitenziaria, laddove è costretto a svolgere una lunghissima serie di servizi connessi ai propri compiti istituzionali che potrebbero cessare con la confluenza in un unico Corpo di Polizia alle dipendenze del Ministero dell’Interno.

Immagino e presumo che la stessa cosa valga pure per i colleghi della Finanza, della Forestale e delle altre Forze dell’Ordine frastagliate in diverse amministrazioni.

Tra l’altro, come ho già avuto modo di sostenere in passato, potrebbero essere smantellati sia i provveditorati regionali dell’amministrazione penitenziaria che lo stesso Dipartimento di Largo Daga che, come qualcuno ha già proposto per il Dipartimento per la Giustizia Minorile, potrebbe cedere le sue funzioni residuali al Dipartimento dell’Organizzazione Giudiziaria, con l’istituzione di una Direzione Generale dell’esecuzione penale.

Insomma, l’unificazione delle Forze di Polizia porterebbe con sé la ristrutturazione di un vasto settore della pubblica amministrazione, a tutto vantaggio delle finanze pubbliche e in perfetto stile spending review.

Dunque ...se non è questo il momento giusto per unificare le Forze dell’Ordine, allora non lo sarà mai.