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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 28/07/2014  -  stampato il 23/05/2017


Il paradosso del “separato”

Tanti anni di lotte sindacali per far rispettare i diritti degli appartenenti al Corpo hanno creato una serie di garanzie di equità tra tutti gli appartenenti, nella fruizione dei diritti. Uno tra i più importanti e più equi è ad esempio la fruizione  del periodo di ferie estive, rispettando un’alternanza annuale e quindi se il 1° anno fruirò delle ferie dal 15 al 30 giugno, il secondo anno fruirò delle ferie dal 1° al 15 luglio e così via.

Ma, a fronte di tante lotte, di infinite contrattazioni sindacali, di vertenze, basta una sentenza di separazione per annullare quel principio di equità ricercato e ottenuto dopo anni di lotte. Il giudice nell’emanare una sentenza di separazione prevede il diritto per il padre separato di fruire di 3 settimane di ferie estive da passare con il figlio o la figlia, alternativamente nel mese di luglio o nel mese di agosto (di solito il padre opta per agosto). Di fatto, con questa sentenza si crea una disparità di trattamento tra gli appartenenti al Corpo (pur rispettando la tragicità di una separazione familiare), si creano paradossalmente dei privilegi. Io non andrò mai in ferie a giugno o settembre, ho una sentenza che sancisce il mio diritto ad andare sempre nello stesso periodo. Credetemi, non ho niente contro i separati o divorziati – e ciò a scanso di equivoci e facili strumentalizzazioni - è solo la pura constatazione di chi lavora in uno dei tanti uffici servizi agenti di un qualsiasi carcere d’Italia e che ascolta giornalmente le riflessioni e gli sfoghi dei colleghi.

Di fatto oggi abbiamo, purtroppo, un esercito di privilegiati che antepongono  il diritto a stare con i propri figli, pretendendo orari agevolati in servizio, l’esenzione dai turni notturni, l’esenzione dalle prime e soprattutto farsi le ferie così come disposto in sentenza e quindi non sottoponendosi a nessuna rotazione anche se nel frattempo i figli hanno compiuto la maggiore età o anche se il nostro “separato” nel frattempo si è sposato o convive con un’altra.

Nel nostro Corpo, si è creata, paradossalmente, nel tempo una casta di persone che a fronte di una triste vicenda familiare, gode di privilegi non più sopportabili, da parte di chi separato o divorziato non è (per sua fortuna), che dovrà invece continuare a farsi le prime di sabato e domenica, il periodo di ferie come da contrattazione e quindi 15 giorni ad agosto (rispetto alle 3 settimane dei separati) ogni 4 anni!!!