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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 30/07/2014  -  stampato il 09/12/2016


Interrogazione parlamentare chiusura Casa Circondariale di Macomer

Atto Camera

Interrogazione a risposta in commissione 5-03267
presentato da
PIRAS Michele
testo di
Lunedì 21 luglio 2014, seduta n. 268
PIRAS. — Al Ministro della giustizia. — Per sapere – premesso che:
con decreto del Ministro della giustizia 28 maggio 2014 si dispone la soppressione della casa circondariale di Macomer (Nu);
le motivazioni addotte sono relative all'inefficienza della struttura di Macomer, all'economizzazione delle risorse complessive, ritenute più efficacemente ed efficientemente utilizzabili nelle nuove strutture regionali (nuovi complessi penitenziari di Tempio, Oristano, Sassari e Cagliari), e alla coerenza con la linea politica del Ministero orientata alla razionalizzazione ed ottimizzazione delle risorse finanziarie, umane e materiali;
a sostegno della tesi dell'inefficienza della casa circondariale oggetto del decreto sopra citato vengono indicate: la modesta dimensione della struttura (46 posti letto), l'assenza del muro di cinta, l'assenza di una caserma agenti, gravi carenze strutturali e di sicurezza che la renderebbero inadeguata alle disposizioni di cui al regolamento sull'ordinamento penitenziario (decreto del Presidente della Repubblica 230 del 2000);
la segreteria regionale della FNS-CISL (comunicato del 16 luglio 2014), l'amministrazione comunale di Macomer, l'unione dei comuni del Marghine, i dipendenti della struttura detentiva (mediante lettera inoltrata all'interrogante) hanno contestato tale decisione, ritenendola infondata nelle medesime motivazioni addotte nel decreto ministeriale;
in numero di 46 – infatti – non si conterebbero i posti letto, bensì le stanze doppie, relativamente ampie e rifinite, dotate di angolo cottura, per una capienza complessiva stabilità in 92 posti letto, così come da capienza complessiva definita a suo tempo dal Ministero della giustizia;
in ragione del fatto che solamente pochi anni orsono il dipartimento dell'amministrazione penitenziaria (DAP) ebbe in progetto la trasformazione della struttura in carcere di alta sicurezza 41-bis (e i sopralluoghi definirono idonea la struttura) e constatato che – fino a poche settimane fa (ancora nel primo semestre 2014) – la casa circondariale di Macomer ospitava detenuti legati alle vicende dell'estremismo di matrice islamica (classificati AS2 ad alta sicurezza), appare quantomeno contraddittorio il riferimento alle gravi carenze strutturali e di sicurezza operato dal decreto ministeriale in questione, così come non corrisponde a verità la notizia secondo la quale sarebbe assente il muro di cinta;
detto muro di cinta, esistente e costruito in cemento armato, presenta una altezza minima di 9 metri nel punto più basso, è dotato di sistema antiscavalcamento ed anti intrusione installato solamente sei anni orsono ed è dotato di 50 telecamere a monitoraggio interno ed esterno la cinta muraria;
nella struttura ha inoltre sede il nucleo regionale cinofili antidroga della polizia penitenziari, ivi collocata sulla base di un ragionamento funzionale che privilegiò la centralità geografica del comune di Macomer, quindi poiché si ritenne questa sede di più agevole riferimento per le altre sedi operative;
nella struttura opera inoltre una fitta rete di associazioni di volontariato;
la decisione di chiudere la casa circondariale di Macomer costituirebbe, inoltre, un ulteriore impoverimento per un territorio già duramente colpito dai processi di deindustrializzazione, dalla chiusura o dal ridimensionamento di numerose attività della pubblica amministrazione e dei servizi resi dallo Stato, dalla crisi economica e – conseguentemente – da tassi di disoccupazione e spopolamento elevatissimi –:
se non ritenga, alla luce di quanto esposto, di sospendere la decisione e valutare – anche mediante un preventivo sopralluogo – la revisione della decisione assunta con decreto ministeriale 28 maggio 2014.