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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 05/08/2014  -  stampato il 04/12/2016


Ilaria Cucchi e la Polizia Penitenziaria: la larga differenza tra dovere di cittadino e diffamazione pubblica

“Io faccio il mio dovere di cittadina” ha dichiarato Ilaria Cucchi dopo aver saputo che il Sappe vuole querelarLa per diffamazione al Corpo di Polizia Penitenziaria.

I fatti risalgono a pochi giorni prima, quando Ilaria Cucchi ha assistito, per caso, ad una scena di violenza, nella quale secondo Lei tre poliziotti penitenziari stavano maltrattando un inerme cittadino: per strada, in pubblico, (per lei) senza motivo ed evidentemente (sempre per lei) per il solo gusto di menare le mani.

Come se (per lei) gruppi di poliziotti penitenziari si aggirassero per la città in furgoni con le insegne del Corpo e ogni tanto si fermassero a caso (in divisa) a malmenare inermi cittadini che passeggiano per le strade di Roma ... forse turisti?

Il dovere di cittadina, secondo noi, era quello di osservare e, se riteneva (come ha ritenuto) che ci fosse in atto un comportamento violento e illegale, di denunciare l’accaduto alla magistratura.

Magari il dovere di cittadina era anche quello di non arrivare a conclusioni affrettate,  riflettendo sul fatto che fosse quantomeno improbabile che dei poliziotti in divisa aggredissero un inerme cittadino, tanto per “strapazzarlo” un po’.

Di sicuro il dovere di cittadina non era quello di diramare un comunicato stampa per denunciare pubblicamente un fatto del quale non si conoscono la cause, le circostanze e l’epilogo.

Avendo assistito ad un episodio potenzialmente al di fuori delle regole, il Suo dovere di cittadina era quello di denunciarlo, non quello di diramare un comunicato stampa.

Il suo comunicato stampa è stato ripreso dalle maggiori testate nazionali. Mi chiedo se la signora Ilaria Cucchi, nel momento in cui ha scritto (o si è fatta scrivere) quel comunicato stampa, avesse ben chiaro l’effetto che avrebbero avuto le sue parole sulla stampa nazionale.

Forse no, e allora ha peccato di ingenuità. Forse si, e allora probabilmente si è trattato di eccesso di protagonismo.

Ognuno, in propria coscienza, è libero di fare quello che si sente di fare, ma sarebbe opportuno che la Signora Ilaria Cucchi imparasse la larga differenza (non la sottile) che c’è tra denunciare per dovere di cittadina e accusare per ottenere visibilità pubblica.

Per chiunque è in buona fede è facile trovare la differenza:  denunciare si, diffamare no. 

Noi del Sappe, da sempre, invitiamo a denunciare abusi e soprusi. Ma chi diffama, chiunque esso sia, risponderà nelle sedi opportune delle cose che ha detto.