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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 11/08/2014  -  stampato il 08/12/2016


Riorganizzazione del DAP, ISPP e Provveditorati: interrogazione parlamentare della collega Nadia Ginetti

Atto Senato

Interpellanza 2-00185
presentata da
NADIA GINETTI
mercoledì 30 luglio 2014, seduta n.295
GINETTI - Al Ministro della giustizia - Premesso che:

nell'ambito del Ministero della giustizia la legge 15 dicembre 1990, n. 395 disciplina il Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria e i Provveditorati dell'amministrazione penitenziaria quali strutture decentrate sul territorio;

la riforma dell'assetto organizzativo del Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria prevista dal decreto legislativo del 30 luglio 1999, n. 300, è stata progressivamente attuata con il decreto legislativo 21 maggio 2000, n. 146, ed il successivo decreto ministeriale 22 gennaio 2002 in riferimento al corpo di Polizia Penitenziaria;

l'ipotesi di regolamento allo studio del Governo per l'organizzazione del Ministero della giustizia e la contestuale riduzione degli uffici dirigenziali e delle dotazioni organiche del Ministero dovrebbe prevedere una radicale e profonda ristrutturazione dell'assetto organizzativo delle strutture penitenziarie nonché dei Provveditorati regionali;

la riorganizzazione rientra nel piano di cosiddetto spending review che interessa tutta l'amministrazione dello Stato;

per quanto riguarda l'amministrazione penitenziaria, in considerazione dell'importanza e della delicatezza dell'attività espletata, è indispensabile che la riorganizzazione si traduca in una razionalizzazione della struttura ed in un efficientamento della sua azione e non solo in un mero ridimensionamento, perché se così fosse si andrebbe incontro al blocco dell'esecuzione penale con conseguenze inimmaginabili per lo Stato, soprattutto dell'esecuzione penale esterna;

in tale ottica, pertanto, sarebbero auspicabili a parere dell'interpellante le seguenti modifiche: a) inserire la struttura dell'Istituto superiore di studi penitenziari (ISSP) nella Direzione generale del personale e della formazione presso il Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria con il conseguente risparmio di un posto di dirigenza generale; b) mantenere la struttura dipartimentale della Direzione generale dell'esecuzione penale esterna, convogliandone la direzione sul vertice della Direzione generale dei detenuti e del trattamento, con la soppressione di un altro posto di dirigenza generale; c) unificare presso i Provveditorati regionali dell'amministrazione penitenziaria gli uffici dirigenziali Detenuti e Trattamento ed Esecuzione Penale Esterna con il risparmio di 16 posti di dirigenza in ambito nazionale; d) unificare presso i Provveditorati regionali di 1ª fascia, gli uffici dirigenziali "dell'Organizzazione e delle Relazioni" e del "Personale e della Formazione", come peraltro già avvenuto nei Provveditorati di 2ª fascia, con un ridimensionamento di 12 posti di dirigenza in ambito nazionale; e) superare la sola struttura del Provveditorato regionale creando 3 Provveditorati interregionali, in ragione della maggiore prossimità ed affinità territoriale, ad esempio: Piemonte e Liguria, Umbria e Marche, Calabria e Basilicata, mantenendo presso tutti i capoluoghi di Regione gli uffici dirigenziali, ma unificando la dirigenza generale in capo ad un unico provveditore con 3 posti di dirigenza generale in meno ed il risparmio per l'annullamento delle indennità di doppio incarico per i provveditori che allo stato attuale coprono 2 sedi;

sarebbe, inoltre, necessario rafforzare gli Uffici di esecuzione penale esterna (UEPE) con risorse professionali e strumentali adeguate a far fronte alle recenti misure legislative di potenziamento del ricorso alle misure alternative e alla messa alla prova;

una riorganizzazione secondo tali indicazioni a parere dell'interpellante, oltre che valorizzare le strutture periferiche dell'amministrazione penitenziaria che tanto fattivo contributo apportano all'esecuzione penale, consentirebbe una maggiore e più efficace gestione dei detenuti e del personale riallineandone il rapporto secondo i dati numerici rappresentati dal decreto ministeriale 22 marzo 2013 relativo alla ripartizione organici della Polizia Penitenziaria ed in possesso dell'ufficio statistica del Ministero della giustizia,

si chiede di sapere:

a quali principi e a quali criteri direttivi il Ministro in indirizzo intenda fare riferimento per la razionalizzazione e la riorganizzazione del Ministero della giustizia;

quali provvedimenti di competenza intenda adottare per garantire maggiore efficienza degli organi centrali e periferici dell'amministrazione penitenziaria nonché la migliore efficacia all'esecuzione penale esterna alla luce del maggior rilievo riconosciuto dalla recente legge 21 febbraio 2014, n. 10 di conversione, con modificazioni, del decreto-legge 23 dicembre 2013, n. 146, recante "Misure urgenti in tema di tutela dei diritti fondamentali dei detenuti e di riduzione controllata della popolazione carceraria";

se non ritenga opportuno valutare ed eventualmente prendere in considerazione quanto in premessa rappresentato al fine di perseguire la razionalizzazione e la migliore efficienza possibile del Dipartimento della Polizia Penitenziaria.

 

Nadia Ginetti, Poliziotta Penitenziaria, eletta al Senato con il PD