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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 13/08/2014  -  stampato il 07/12/2016


Sindrome ossessiva compulsiva da gioco: quanti colleghi sono coinvolti nel gioco d'azzardo?

L’assistente Capo Luigi V. avrebbe potuto fare, almeno, altri 7 – 8 anni di servizio in più. D’altronde ormai era stato trasferito vicino casa, viaggiava con altri paesani dividendo le spese, sua moglie lavorava e quindi aveva una situazione ottimale; due adorabili figli ai quali aveva aperto dei libretti al portatore, così come si usa al Sud per convogliare regali in denaro dei nonni, regali di comunione ecc. Sì, l’assistente capo Luigi V. avrebbe potuto fare altri 7 – 8 anni di servizio in grazia di Dio se il demone del gioco non si fosse impadronito di lui fino a distruggerlo.

Ma, l’assistente capo, un uomo di poche parole in servizio, quando è libero gioca: gratta e vinci, video poker, bingo, scommesse calcistiche ed erode pian piano il suo capitale. Arriva a fare dei prestiti di nascosto alla moglie per finanziare questo terribile vizio; arriva a prosciugare i libretti di deposito dei figli.

Ma una sera non ce la fa più, scrive una lettera alla moglie dicendole che non avrebbe fatto ritorno a casa e che forse……. L’avrebbe fatta finita. La moglie disperata telefona ai carabinieri, al carcere, scattano le ricerche. Lo trova una pattuglia dei carabinieri mentre dorme all’interno della propria auto, parcheggiata vicino ad una Sala bingo. E così salta fuori un dramma familiare: l’assistente capo si è giocato qualocosa come 60 mila euro, riducendo, di fatto, la famiglia sul lastrico e siccome la dipendenza da gioco d’azzardo patologico è paragonata alla dipendenza dall’eroina o dalla cocaina, ecco che con quel certificato medico inizia il calvario della C.M.O. e la condanna a morte per una carriera che poteva durare ancora 7 – 8 anni se…

L’assistente aveva bisogni di supporto psicologico? Qualcuno sospettava qualcosa ma si guardava bene dall’entrare in problematiche private. Il disturbo ossessivo compulsivo per il gioco d’azzardo, affligge una parte della popolazione ed in percentuale anche appartenenti alle Forze dell’Ordine e tra questi anche alcuni Poliziotti Penitenziari. Poliziotti che sono i servitori dello Stato, quello stesso Stato, a cui molti hanno sacrificato la vita, che ricava annualmente dal gioco d’azzardo 70 miliardi di euro, redistribuendone in vincite solo il 10%. Quello stesso Stato che crea migliaia di drogati da gratta e vinci e video poker, ripulendosi poi la coscienza con lo slogan lanciato attraverso spot televisivi “ gioca con moderazione”.

Con il gioco d’azzardo non vince nessuno, vince solo lo Stato che se ne frega se i suoi cittadini diventano i “nuovi drogati” che per finanziare le loro giocate arrivano a commettere perfino azioni illegali o si tolgono la vita perché rovinati.

L’assistente capo Luigi V. poteva fare ancora 7 – 8 anni di servizio ma la CMO l’ha congedato poiché affetto da sindrome compulsiva ossessiva. Nessuno ha saputo cogliere i segnali di questo malessere; nessuno ha aiutato quest’uomo che, probabilmente, avrebbe avuto bisogno di un supporto psicologico; probabilmente ci sarebbe bisogno da parte del DAP di una indagine interna seria e approfondita per capire quanti fra i colleghi sono affetti da questo disturbo o quanti sono solo all’inizio, anziché solo chiedersi del perché del fenomeno dei suicidi e come combatterlo.

Lo Stato, lo stesso Stato per il quale giornalmente cerchiamo nelle carceri di far rispettare le leggi, e che incassa 70 miliardi di euro l’anno dal gioco, non ha avuto nessuna pietà per quest’uomo in divisa, congedandolo senza onore né gloria.