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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 04/09/2014  -  stampato il 05/12/2016


Confesso: sono un Gufo e insieme ai miei simili porto jella al Dap

Questa è la confessione di un Gufo Sindacalista.

Poiché non si riesce, né si è riuscito negli anni, a trovare un responsabile morale del declino della nostra Amministrazione, mi offro spontaneamente: è colpa mia.

Per la verità, la colpa non è solo mia ma anche del sindacato del quale mi onoro di far parte: il  Sappe.

Da anni non credo più ai miracoli di cambiamenti propiziati da uomini della provvidenza di turno a ricoprire il ruolo di Capo Dap.

Fra noi ci chiamano gli “àpoti”, quelli che non se la bevono, per citare Prezzolini.

Ma qualche inquilino del palazzo passato a ricoprire il ruolo di Capo Dap in passato, forse illuminato da certe sigle sindacali, ci chiamava “quelli che remano contro” e di recente, ma molto recente, c’è chi ha coniato una definizione ancora più infantile (dunque efficace per Noi): I Gufi.

Perché questo siamo: Gufi, piccoli, antipatici e potentissimi jettatori.

Per più di vent’anni abbiamo creduto e fatto credere ai colleghi che la riforma dell’Ordinamento del Corpo di Polizia Penitenziaria (legge 395/91) non bastava. 

Se oggi siamo di fronte ad un vero flop, ovvero al fallimento di quella riforma, non è stato perché gli Uomini e le Donne del Corpo non hanno avuto la forza di opporsi o di combattere contro alcune decisioni inserite per decreto come per esempio l’istituzione di un unico Dipartimento quale è attualmente il Dap (art. 30. Istituzione del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria). 

Nossignori, è stato soltanto perché Noi Gufi portavamo sfiga. Ci opponevamo a tutto.

La scelta in questo caso di un nostro ed unico Dipartimento della Polizia Penitenziaria era, ed è, una decisione assolutamente matura, già anche per quegli anni, certo complessa nel suo genere, ma quanto meno richiesta dalla maggioranza, se non dalla totalità, degli Uomini e delle Donne del Corpo.

Tutto ciò si riduce, in sintesi, a una questione di culo o di sfiga (in inglese: good or bad luck).

Ti gira bene se hai un Ministro di turno e un capo Dap che battono i pugni per la professionalità e il riconoscimento dei sacrifici quotidiani ( economici, di immagine, etc..) di cui la Polizia Penitenziaria si fa carico a livello istituzionale: ti buttano il malocchio e finisce che come Ministro pro tempore mettano zio Paperone e a capo Dap Paperino e finiamo come stiamo! … Tutto qui.

Ora sta per arrivare un nuovo capo Dap.

Riponiamo in lui le speranze per una vera rivoluzione per il Corpo.

Riponiamo in lui la speranza che si faccia sentire nelle stanze dei bottoni nell’interesse degli Uomini e delle Donne del Corpo.

Riponiamo in lui la speranza che trovi il coraggio di sganciare il Corpo dai ruoli dei dirigenti penitenziari e delle altre figure “civili” e di rafforzare il ruolo dei funzionari del Corpo. Gente in divisa come Noi.

Riponiamo in lui la speranza per la scelta di fare un bel carico e lasciarli al loro bel Dap, mentre a Noi il nostro Dipartimento ad hoc.

È l’ora Signor Capo Futuro Prossimo Venturo del Dap di prendere misure serie e decisioni non più rinviabili. Glielo chiede la Polizia Penitenziaria.

Ma, come sempre, nel caso restasse tutto immutato la colpa sarà sempre la Nostra:

di Noi Gufi Sindacalisti.