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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 27/12/2009  -  stampato il 08/12/2016


Politica: prove di dialogo tra maggioranza ed opposizione. Ripartire dal carcere, perche' no?

La (buona) notizia del giorno è che in Parlamento si tenta di abbandonare le sterili polemiche per cercare soluzioni condivise ai problemi reali del Paese.

Uno di questi è certamente una revisione del sistema penitenziario del Paese.
La situazione penitenziaria è infatti ogni giorno sempre più incandescente, con quasi 66mila detenuti presenti a fronte dei 42mila posti regolamentari, e le donne e gli uomini della Polizia penitenziaria sono costretti a  turni di servizio molto pesanti in termini di stress e di sicurezza.

In tanti, noi del SAPPE da sempre e tra i primi, ricordiamo un giorno sì e l’altro pure che i detenuti nelle carceri italiane hanno raggiunto il numero di 65.700, 25 mila dei quali sono stranieri. Una cifra record, superiore a quella che portò il governo Prodi a varare, tre anni fa, l’indulto. Continuando di questo passo, senza interventi seri e concreti, arriveremo entro la metà del 2010 a 70.000 detenuti Una situazione vicina al collasso, aggravata dalla mancanza di personale. Per affrontare la crisi il ministro della Giustizia Angelino Alfano dovrebbe in uno dei prossimi consigli dei ministri (doveva essere quello prima di Natale, ma si è preferito attendere l’approvazione della Finanziaria ed i dati dello scudo fiscale) varare un progetto organico che entro il 2012 consenta di aumentare la capienza degli istituti penitenziaria di almeno 15 mila posti per una spesa che dovrebbe avvicinarsi al miliardo di euro, finanziata però soltanto in parte dal governo con 500 milioni. Non si fa, concretamente, come ripianeranno i 5mila agenti in meno organici nel Corpo e, più in generale, quali provvedimenti saranno assunti nel breve periodo.

E allora una proposta la facciamo noi, ai politici.
Si provi a cercare - insieme - una soluzione alle criticità penitenziarie italiane.
Una soluzione condivisa.
Per il bene del Paese.