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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 10/09/2014  -  stampato il 11/12/2016


Il Governo Renzi e la tecnica della pesca con canna e del mulinello o pił semplicemente del bastone e della carota

Chiunque sia andato a pescare almeno una volta con una canna con mulinello, comprenderà pienamente quello che sto per scrivere.

Quando un pesce abbocca, non lo si strattona subito richiamando il mulinello. Prima di tutto se ne saggia la forza, la resistenza ad essere catturato e poi, lentamente, si richiama il filo.

Una volta capito di che forza sia dotato il pesce, gli si può concedere anche un po’ di lenza, ma la tecnica consiste in una serie di richiami senza troppi strattoni e periodici rilasci di lenza per dare al pesce l’illusione di essere riuscito a liberarsi, mentre invece lo si sta semplicemente stancando per poi catturarlo.

Ovviamente questo  il pesce non può saperlo ... non si accorge subito che la distanza tra lui e il pescatore diventa sempre più breve ad ogni richiamo. La sensazione piacevole durante il rilascio della lenza stordisce il pesce. Il terrore del richiamo lo stanca.

In altre parole questa potrebbe anche essere chiamata  tecnica del bastone e della carota. Tante bastonate, poche carote: quel tanto da rendere sopportabili bastonate sempre più forti.

La vita della stragrande maggioranza dei poliziotti è fatta di parecchi sacrifici: familiari, economici, che alla lunga logorano l’anima anche di quelli più forti, anzi, soprattutto di quelli più forti perché non sono abituati al tracollo.

Sarò un pazzo, sarò un complottista, ma in tutta questa vicenda tra i vari Governi degli ultimi anni e le Forze di Polizia, vedo tanta tecnica di pesca col mulinello e bastone e carota. Sopratutto da parte del Governo Renzi.

Le proposte shock dell’unificazione delle Forze di Polizia salvo poi rimangiarsi la parola il giorno dopo,  l’annuncio del dimezzamento dei permessi sindacali (che avrebbe azzerato i sindacati) salvo poi escludere quelli delle Forze di Polizia e ora la bastonata del congelamento per un altro anno dei soldi delle progressioni in carriera e degli assegni di funzione.

Mi sorge il dubbio, anzi, ne ho l’assoluta certezza, che al prossimo tavolo, il Governo concederà qualcosa, ma sotto-sotto, sta richiamando il mulinello senza che ce ne accorgiamo, felici e contenti di qualche concessione che ci verrà proposta.

Alcuni grideranno al successo, altri storceranno la bocca, ma ormai il grosso è fatto e continua sotto traccia con tecniche di comunicazione di massa che tendono a schiacciare in un angolo i Sindacati e a mettere l’uno contro l’altro dipendenti pubblici contro dipendenti privati (battaglia già vinta) e ora dipendenti statali “normali” contro dipendenti statali delle Forze di Polizia.

E’ un lungo processo, forse ci vorranno ancora anni, ma la strada è tracciata e mi sembra anche abbastanza chiara.

L’unica speranza è che lo strattone stavolta sia stato troppo forte, troppo ravvicinato agli altri, ma già ci sono contromisure in atto. Dichiarazionie di Matteo Renzi: “Se i toni sono di ‘protesta contro lo Stato’, penso non ci sia spazio per discutere. Non siamo disponibili a ricevere il tono del ricatto da rappresentanti sindacali che così danneggiano chi indossa la divisa”.

Del resto chi è stato minacciato di una grande ingiustizia finisce per accettarne una più piccola come fosse un favore!