www.poliziapenitenziaria.it

Home Page> Articolo> Pubblicato il: 12/09/2014  -  stampato il 08/12/2016


Intervenire a tutela del comparto sicurezza: necessitą non pił rinviabile!

Le ultimissime dichiarazioni del Ministro per la Pubblica Amministrazione, in tema di blocco contrattuale nel 2015, si presentano nuovamente in contrasto con l’inderogabile necessità di intervenire quanto prima per salvaguardare le esigenze degli Uomini e delle Donne in Divisa.

Uomini e Donne, che nel quotidiano, continuano ad svolgere l’importante servizio istituzionale, nonostante le evidenti carenze e disfunzioni: proprie di un “Sistema”, che nel tempo, non ha visto altro che la progressiva riduzione delle risorse disponibili, divenendo sempre più artefice di una situazione di difficile gestione.

D’altronde quando si parla di Comparto Sicurezza, in discussione c’è proprio uno dei principali obiettivi di uno Stato, ovvero: “ la Tutela e la Salvaguardia della Sicurezza dei cittadini italiani e di coloro che in Italia ci vivono.

L’obiettivo madre è infatti quello di intervenire per contrastare la criminalità e garantire il pieno rispetto delle Leggi”. Ecco perché un tema, di così alto valore non può e non deve correre il rischio di restare in secondo piano.

Il 27 agosto 2014, la Piazza del Popolo in Roma, si è resa protagonista di una importante protesta organizzata dalla Consulta, la prima organizzazione di rappresentanza dei Comparti Sicurezza e Soccorso Pubblico con circa 43.000 iscritti tra gli operatori della Polizia di Stato, della Polizia Penitenziaria, del Corpo forestale dello Stato e dei Vigili del Fuoco.

Giornata nella quale con lo slogan: “Ci Tolgono il Sangue: Meglio Donarlo”, si è avuto modo con un’autoemoteca in piazza di donare il sangue, proseguendo poi in un Flash Mob, che ha visto per alcuni minuti, fermi ed immobili i presenti per esprimere il proprio malcontento.

Ed, a tutt’oggi proprio a Montecitorio, prosegue un presidio permanente dove il Sappe, quale membro della Consulta, rimane costantemente presente a dimostrazione e sostegno che oggi più che mai è necessaria una presa di posizione positiva da parte del mondo della politica, al fine di intervenire per garantire lo sblocco delle retribuzioni ed in particolare prendere in considerazione l’importante questione della Riforma della Sicurezza.

Indossare una Divisa, significa rinnovare ogni giorno il proprio giuramento e la propria fedeltà alla Repubblica Italiana. Ovvero, di osservarne la Costituzione e le Leggi e di adempiere con disciplina ed onore tutti i doveri dello Stato, per la difesa della Patria e la salvaguardia delle libere Istituzioni.

Ed oggi più che mai, sono gli Uomini e le Donne in Divisa, che necessariamente meritano un chiaro ed evidente segnale, quale imput ad una ripresa che da diverso tempo si chiede a gran voce, per risolvere al più presto questa situazione di forte immobilità e malcontento generale.