www.poliziapenitenziaria.it

Home Page> Articolo> Pubblicato il: 22/09/2014  -  stampato il 06/12/2016


Non ci sono pił i Comandanti di una volta ...

Nel  Gruppo FB “Gloriosi Agenti di Custodia” nato per ricordare questi eroici eroi in divisa, nostri antenati e che per un secolo hanno portato avanti le carceri, con una paga misera e con tanto spirito di sacrificio, inevitabilmente si iscrivono anche poliziotti penitenziari, pensionati freschi e datati, ma anche gente che nulla ha a che fare con la Polizia Penitenziaria o che aveva a che fare con gli AA.CC, ma anche figli e congiunti di agenti di custodia che postano, per ricordarli, le foto dei loro cari.

Tra i tanti post che parlano delle cose più disparate o per cercare vecchi compagni di corso o di lavoro, ma anche talvolta per accusare il sistema, per sfogarsi per come vanno le cose nell’attuale mondo penitenziario, uno oggi mi ha colpito particolarmente, infatti iniziava così:

“NON CI SONO PIU I COMANDANTI DI UNA VOLTA, ADESSO SO TUTTI DOTTORI, INGEGNERI, PROFESSORI E GRANDI ILLUMINARI ... NON HANNO FATTO UN GIORNO DI GALERA CON I CARCERATI DOPO LA LAURA IN ARCHITETTURA FANNO UN CONCORSO E DOPO UN ANNO SI RITROVANO LE STELLETTE E UNA DIVISA .... COME FARANNO A CAPIRE DI CARCERE ... BOOOH!!!!
ALLORA GLI ASINI SIAMO NOI CON 30 DI GALERA ... CHE IGNORANTE CHE SONO !!!!”

A parte gli Illuminari, la signora Laura e l’architettura (sic!) dal post traspare una rabbia repressa, probabilmente espressa da un assistente capo nei confronti dei Commissari, accusati di non capire di carcere.

Ma questa è solo la punta dell’iceberg.

Tantissimi sono i post nei gruppi più disparati dove agenti e assistenti accusano, nemmeno velatamente, i poveri Commissari come se fossero loro il problema del sistema penitenziario o forse perché la truppa (ma non è detto in modo offensivo) credeva che con il loro “avvento”  si sarebbero potute ribaltare le sorti di un sistema allo sfascio che non ha più né risorse né mezzi né uomini; quindi da qui nascono commenti rabbiosi o forse talvolta solo invidiosi o che comunque nascondono un risentimento personale nei confronti di qualche Commissario.

Non nego, per ragioni di correttezza, di aver anche cancellato qualche membro del gruppo inibendogli l’entrata per i suoi commenti velenosi verso la categoria dei Commissari Penitenziari che, a mio parere, non merita di essere così aspramente e ingiustamente criticata.

Certo il carcere è un mondo complesso; gestire le poche risorse umane è assai difficile e quindi solo l’esperienza che si acquisisce giorno dopo giorno potrà fare di questi Commissari dei buoni Comandanti.

Certo, come tutti gli uomini e donne, poi, ognuno ha la sua personalità: c’è chi è autoritario invece di autorevole, c’è chi è più portato per le indagini di p.g. e ad avere quindi contatti continui con il Procuratore o i suoi Sostituti (quasi tutti credono che sia l’unica cosa gratificante della professione), altri sornioni fanno di tutto per essere distaccati al DAP (e ci riescono), altri stanno in prima linea nelle carceri ad affrontare la quotidianità che, secondo il mio punto di vista, è l’aspetto più sacrificante del ruolo.

Da qui però a dire che non ci sono più i Comandanti di una volta è una eresia.

Il carcere è cambiato negli anni e negli ultimi mesi addirittura si sono rivoluzionati metodi lavorativi e concezioni della pena che andavano avanti da un secolo.

I Comandanti di una volta? Beh, ve li raccomando…… a parte qualche raro esempio da seguire e da ricordare non posso non sottolineare, da vecchio agente di custodia, l’arroganza, le vessazioni quotidiane subite da taluni comandanti che, in confronto a quelli di oggi, avevano molto più potere sugli agenti, basti pensare solo alla facoltà di cambiarti repentinamente da un posto all’altro per punizione (eravamo militari) tipo mandarti di sentinella perché eri in ufficio e ti sei ammalato, o se andiamo ancora più a ritroso di farti trasferire solo perché eri un agente “mormoratore e istigatore di malcontento”.

Lasciamo stare quindi i Commissari al loro lavoro: "... nessuno nasce imparato" diceva mio nonno Toto Aggiuccàto.

Impareranno anche loro.