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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 18/09/2014  -  stampato il 03/12/2016


Siulp e cartello dei ventidue: tutto chiacchiere e percentuali

Alla maggior parte dei colleghi non è chiara una cosa: quella che si sta combattendo in questi giorni non è una “guerra” solo tra Governo e Sindacati, ma anche una “battaglia” all’interno del mondo sindacale tra la nostra Consulta da un lato e il Siulp, con annessi virtualmente gli altri sindacatini a far numero,  dall’altro; “battaglia” nella quale vari esponenti politici si sono inseriti solo per scopi elettorali e non certo per un reale interessamento della situazione lavorativa dei poliziotti italiani.

Dunque, da una parte c’è la Consulta Sicurezza formata da quattro Sindacati Autonomi: quello della Polizia di Stato (SAP), della Polizia Penitenziaria (SAPPE), del Corpo Forestale (SAPAF) e dei Vigili del Fuoco (CONAPO). Dall’altra ventidue Sindacati di vario spessore, molti dei quali appaiono solo come firma in calce a quel paio di comunicati “unitari” all’anno in cui discutono sui massimi sistemi del mondo (e che alla fine non portano mai avanti, nemmeno per sbaglio), ovviamente ad uso e consumo del Siulp di Felice Romano che è l’unico (a livello di organizzazione e a livello personale) ad avere un ritorno di immagine.

La prima, la Consulta Sicurezza, con quattro Sindacati Autonomi rappresenta il 43% del personale delle forze di polizia ad ordinamento civile, gli altri, in ventidue sono il restante 57% (ovviamente sulla carta).

Perciò, a conti fatti, sono davvero la “maggioranza” (sempre sulla carta), ma la maggioranza di chi?

In effetti, proprio qui è necessario chiarire un po’ le idee e fare alcune precisazioni.

Qui bisogna fare un distinguo tra Sindacati Autonomi che rispondono solo ai propri iscritti e Sindacati che sono inseriti in organizzazioni più vaste, che rappresentano vari settori anche in conflitto tra loro e per le quali è importante solo il numero delle tessere, non i reali bisogni dei colleghi.

Prendiamo ad esempio l’ultima e fondamentale battaglia di questi giorni: l’abolizione del tetto salariale e dei limiti retributivi imposti all’avanzamento delle carriere.

La Consulta Sicurezza, il Sappe e Donato Capece (attualmente il Presidente della Consulta) è stata impegnata per mesi a rivendicare i nostri diritti, scendendo anche in piazza il 27 agosto.

Nel frattempo, tutti gli altri (la “maggioranza”) erano a godersi le ferie sindacali di agosto mentre noi eravamo al lavoro per organizzare una manifestazione ancora prima che il Ministro Madia annunciasse la proroga del blocco per gli Statali e per le Forze dell’Ordine.

La Consulta Sicurezza, già da prima dell’estate, ha preannunciato manifestazioni anche eclatanti (sempre nel rispetto delle regole e delle leggi) se non fosse stato garantito lo sblocco del tetto salariale.

Sempre prima dell’estate, fonti governative (tra le quali la Ministro Pinotti) hanno fatto trapelare indiscrezioni secondo le quali non solo il tetto sarebbe stato rimosso, ma lo sblocco sarebbe stato anticipato ad ottobre 2014.

La “maggioranza” ha così allungato le ferie sindacali fino a settembre.

Dopo l’annuncio del Ministro Madia, infine, quella stessa “maggioranza dei ventidue sindacati”, dovendo recuperare un gap incolmabile con la Consulta, l’ha “sparata” grossa minacciando lo sciopero (sapendo bene che era una minaccia inattuabile per legge), piuttosto che appoggiare le nostre battaglie, scelta sicuramente più utile a tutti i colleghi.

Guarda caso, all’approssimarsi di ottobre, rispuntano le firme dei vari cespuglietti che si accodano a qualunque cosa scritta in un comunicato congiunto pur di comparire.

Ma, nonostante le firme apposte, questi sindacatini opportunisti si sono guardati bene (tranne qualche sporadica eccezione) dal partecipare alle numerose riunioni indette da tutti i gruppi politici (finiscono tardi … ma chi ce lo fa fare … tanto nel comunicato ci saremo anche noi …).

Abbiamo perso le tracce, ad esempio, di Mister No, quello candidato alle elezioni politiche con Ilaria Cucchi per capirci.

A questo punto, la scelta della protesta da portare avanti per rivendicare i nostri diritti di lavoratori speciali, passa ai colleghi.

La Consulta Sicurezza ha deciso di insistere nella battaglia contro il blocco degli stipendi perché ritiene del tutto insufficienti le promesse del Governo che, per ora, si è sbilanciato solo a promettere di risolvere la questione, senza pronunciarsi sullo stanziamento dei fondi per tutte le forze di polizia, per tutti i ruoli, per tutti gli scatti di anzianità, per la decorrenza e per gli arretrati.

Il “cartello dei ventidue”, invece, ha sospeso ogni azione dopo la “lavata di testa” di Renzi che li ha rimessi al loro posto minacciando a sua volta l’intervento del Governo contro lo sciopero sbandierato in modo inopportuno.

Ora l’ago della bilancia saranno i colleghi.

A loro la decisione di  affidarsi al Siulp e ai cespuglietti che si sono messi in riga dopo il “rimprovero” del Governo, oppure continuare la battaglia per i diritti di poliziotti, uomini e donne che mettono a rischio la propria vita ogni giorno, per essere considerati pure dei privilegiati.

Noi della Consulta la pensiamo così: nessun passo indietro dalla protesta se non dopo una dichiarazione ufficiale di Renzi e del Governo (con tanto di indicazione della copertura finanziaria) che ufficializzi lo sblocco del tetto salariale per il comparto sicurezza, difesa e soccorso pubblico a far tempo dal primo gennaio 2015.

Tutto il resto sono chiacchiere.

Chiacchiere e distintivo …. Chiacchiere e percentuali.