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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 02/10/2014  -  stampato il 09/12/2016


Chi fa #piazzapermanente e chi fa #vacanzapermanente

In questa strana estate del 2014 (e non solo dal punto di vista meteorologico), insieme ai problemi di carattere economico e lavorativo, sono arrivate altrettanto strane polemiche tra chi si è impegnato in #piazzapermanente e chi si è dedicato alla #vacanzapermanente.

Infatti, nei caldi (e bagnati) giorni estivi non si è combattuta solo una “guerra” tra Governo e Sindacati, ma anche una “battaglia” all’interno del mondo sindacale tra la nostra Consulta Sicurezza e il “cartello del Siulp” con annessi una ventina di altri sindacati(ni) a far numero. Battaglia nella quale si sono inseriti tanti esponenti politici a scopo squisitamente elettorale.

La nostra Consulta Sicurezza, come è noto, è formata dai quattro più grandi sindacati autonomi del comparto, quello della Polizia di Stato (SAP), quello della Polizia Penitenziaria (SAPPE), quello del Corpo Forestale (SAPAF) e quello dei Vigili del Fuoco (CONAPO), per un totale di trentasettemilamila iscritti, pari a circa il quaranta per cento di rappresentatività.

Il “cartello del Siulp” è formato, invece, da ventidue sindacati di vario spessore, molti dei quali sono solo una firma in calce ai comunicati “unitari” che vengono sempre e comunque scritti e diramati dal Siulp di Felice Romano, che è l’unico (a livello di organizzazione e a livello personale) ad avere un ritorno di immagine.

La “guerra” contro il Governo è stata combattuta (mentre scrivo questo editoriale è ancora in corso) per l’abolizione del tetto salariale e dei limiti retributivi imposti all’avanzamento delle carriere e la Consulta Sicurezza  è stata impegnata per mesi in trincea, girando l’Italia in camper, scendendo in piazza il 27 agosto, mantenendo un presidio fisso davanti Montecitorio e mettendo in atto una clamorosa astensione dal  lavoro il 23 settembre.

In verità, prima dell’estate, fonti governative (tra le quali la Ministro Pinotti) avevano fatto trapelare indiscrezioni secondo le quali non solo l’Esecutivo aveva intenzione di rimuovere il tetto salariale per il comparto, ma questo sblocco poteva essere anticipato ad ottobre 2014. Rassicurato da queste chiacchiere, il “cartello dei ventidue” ha così allungato le ferie sindacali fino a settembre.

Purtroppo, l’ultima settimana di agosto, come un fulmine a ciel sereno (per loro), è arrivato l’annuncio del Ministro Madia a turbare la #vacanzapermanente, tanto che quella stessa “maggioranza dei ventidue sindacati”, dovendo recuperare un gap quasi incolmabile con la Consulta, ha dovuto “spararla” davvero grossa minacciando lo sciopero della Polizia (protesta evidentemente inattuabile per legge).

L’approssimarsi dell’autunno (e quindi del 31 ottobre) ha fatto rispuntare come funghi le firme di una ventina di sindacati(ni) disposti ad accodarsi a qualunque cosa scritta in un comunicato congiunto pur di comparire e dimostrare, così, di esistere ancora. Malgrado le firme, però, non si è riscontrata alcuna traccia (tranne qualche eccezione) di questa pletora di sindacati(ni) alle numerose riunioni indette dai gruppi politici per sentire le ragioni delle rappresentanze delle Forze Armate e di Polizia.

A questo punto, come direbbe il buon Antonio Lubrano, la domanda sorge spontanea: “Ma se quelli che dovrebbero rappresentare il personale si fanno a loro volta rappresentare, che motivo hanno di esistere?”

Nel frattempo, la Consulta Sicurezza ha deciso di insistere nella battaglia contro il blocco degli stipendi ritenendo del tutto insufficienti le promesse del Governo che fino ad allora si era sbilanciato solo a promettere di risolvere la questione, senza indicare stanziamento di fondi, decorrenza e eventuali arretrati.

Il “cartello dei ventidue”, invece, ha sospeso ogni azione subito dopo una “lavata di testa” del Presidente del Consiglio che ha criticato seccamente l’evocazione dello sciopero.

Alla fine, il ventidue settembre, è finalmente arrivata la convocazione del Premier che ha fissato un incontro con le rappresentanze delle forze dell’ordine per il successivo sette ottobre.

E’ bastato questo per far rispuntare ventidue firme in calce ad un comunicato di gaudium magnum che, non solo ha venduto la pelle dell’orso prima di averlo ucciso, ma si azzarda, ancora, ad attaccare la Consulta rea, secondo loro, di rimanere ferma sulle proprie posizioni fino alla certezza dell’accordo.

Insomma, il Siulp e il “cartello dei ventidue” non potendo attaccare il ragionamento della Consulta continuano ad attaccare il ragionatore con la speranza che i colleghi seguano il filo delle loro chiacchiere piuttosto che i fatti e le azioni degli altri. Insomma... da una parte ci siamo noi e la nostra #piazzapermanente dall’altra loro e la loro #vacanzapermanente, interrotta solo da chiacchiere e pettegolezzi.

Per fortuna, però, i colleghi non se le bevono più le chiacchiere e distintivi, o le chiacchiere e percentuali...

Tanto alla fine, il 7 ottobre andremo a scoprire le carte del Governo e sapremo finalmente se i nostri sforzi e le nostre proteste hanno prodotto il risultato sperato.

Poi ognuno potrà rivendicare la paternità della vittoria.

Purtroppo per loro, però, al di là delle chiacchiere (e percentuali), davanti agli occhi e alle orecchie di tutti i colleghi rimangono i tre mesi di protesta in piazza della Consulta Sicurezza contro le tre settimane di chiacchiere e comunicati del “cartello dei ventidue”.

Grazie a Dio, ognuno avrà la possibilità di valutare e giudicare il peso che hanno avuto le due cose nella vicenda e potrà decidere da solo a chi attribuire la paternità della vittoria.

Mutuando una frase del collega Marco Moroni della Forestale: Noi del Sappe non siamo malati di protagonismo, Noi del Sappe siamo naturalmente protagonisti della storia della Polizia Penitenziaria.

Perché siamo nati con il Corpo, perché siamo cresciuti con il Corpo e perché siamo una sola cosa con il Corpo.

Secondo voi è un caso se da venti anni siamo il primo Sindacato della Polizia Penitenziaria?

La matematica non è un opinione e su questo non si può contestare né il ragionamento né il ragionatore!