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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 14/10/2014  -  stampato il 06/12/2016


Problema del fumo passivo: oltre il danno per la salute la beffa del rigetto delle cause di servizio

Da circa due anni il Sappe sta portando avanti una battaglia di civiltà a tutela della salute dei colleghi che sono costretti ad effettuare la propria attività lavorativa  a contatto con il fumo passivo rilasciato  dalle sigarette dei detenuti.

Ancora una volta in Italia si pensa molto ai detenuti, offrendogli anche un contributo economico perchè hanno vissuto in spazi ristretti, fregandosene di questioni molto più importanti che investono la salute di noi tutti.

Ci siamo rivolti a tutti … a partire dal Presidente della Repubblica che ci ha dato ragione (ma non poteva fare nulla), così anche il Presidente della Camera dei Deputati.

Ci siamo rivolti al Ministro della Salute e a quello della Giustizia, e anche in questo caso comprensione ma nessun intervento.

L’ex Capo del Dap Tamburrino e il suo Vice Pagano  hanno solennemente promesso un intervento che, però, fino ad ora non e’ mai arrivato.

Abbiamo percorso la strada delle interrogazioni parlamentari … ma nessuno si e’ mosso.

Tantomeno associazioni che si interessano dei detenuti, come Antigone e i Radicali, hanno mostrato un grande interesse.

Purtroppo, la cosa che più ci addolora è che anche tra i colleghi notiamo un certo disinteresse, forse perché la malattia non li ha ancora aggrediti oppure non portano le conseguenze drammatiche che il fumo passivo può causare, anche dopo tanti anni.

Invece, sempre più spesso, veniamo a conoscenza di colleghi giovani oppure appena andati in pensione, che ci lasciano per una serie di malattie che hanno a che fare con il fumo passivo.

L’Oms (organizzazione mondiale della sanità) ha definito il fumo la più grande minaccia per la salute delle persone. In media, un fumatore ha il cinquanta per cento di probabilità di morire per una malattia correlata con il fumo.

Allo stesso tempo, e’ stato dimostrato che il fumo passivo è molto più nocivo del fumo attivo.

Le patologie connesse con il fumo sono: bronchiti, neoplasie polmonari, faringiti e tumori cavo orale, infarto, morte improvvisa, arteriopatie  ed altre di vario tipo.

Nonostante ciò i detenuti continuano tranquillamente a fumare ed i colleghi ad avvelenarsi col fumo passivo.

E oltre il danno la beffa:  quando si chiede la causa di servizio per questo tipo di patologie il Comitato di Verifica le rigetta.

Credo proprio che sia arrivato il momento di dire basta! E’ inaccettabile che la Polizia Penitenziaria sia l’unica categoria di lavoratori  costretta ad operare a stretto contatto con il fumo, senza alcuna difesa.

Come la maggior parte dei colleghi dovrebbero sapere,  il Sappe sta portando avanti la prima causa legale per il riconoscimento del diritto al risarcimento per un collega di 42 anni deceduto proprio per tumore ai polmoni.

Non abbiamo, comunque, nessuna intenzione di aspettare gli esiti di questo procedimento legale rimanendo inerti di fronte ai danni del fumo passivo e, per questo, abbiamo invitato  tutti i colleghi a compilare un’istanza da consegnare alla propria direzione per richiedere l’impiego in posti in cui non ci siano detenuti fumatori. (1)

Siamo consapevoli del fatto che se tutti quanti presenteranno l’istanza metteremo in seria difficoltà l’amministrazione e, forse, solo in questo modo si muoveranno, sia per ripararci dal fumo passivo, sia per stabilire che le patologie connesse con il fumo  debbono ricondursi a malattie professionali per cui ci deve essere in automatico il riconoscimento della causa di servizio, della pensione privilegiata nonché di un adeguato risarcimento.

Dobbiamo svegliarci fin da adesso perché domani potrebbe essere troppo tardi per qualcuno di noi!

 

(1) troverete tutta la documentazione sul sito del Sappe a questo link.