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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 01/01/2010  -  stampato il 02/12/2016


Viva la libertÓ ! Meglio in carcere che con mia moglie.

 

Caro diario,
mi ha particolarmente colpito questa notizia del primo gennaio.
 
 
"MEGLIO IL CARCERE CHE MIA MOGLIE"                                                                                     

                                                                                                                                                              
Meglio il carcere che rimanere con mia moglie, questo ha riferito ai carabinieri che stavano effettuando un controllo presso la sua abitazione dove si trovava agli arresti domiciliari, affermando di voler andare dietro le sbarre. Non sopporta più la convivenza forzata con il coniuge, dal quale era di fatto separato da tempo. Protagonista di questa incredibile vicenda un trentaquattrenne, arrestato nel luglio scorso, per detenzione a fine di spaccio di sostanze stupefacenti. Era stato sorpreso in autocon 2 panetti di hashisc e il Gip del tribunale di Barcellona, in attesa della celebrazione del processo, gli aveva concesso gli arresti domiciliari, all'ottavo piano di una palazzina, in cui risiedeva anche la moglie. Costretto a rimanere in casa e dopo liti continue, non ha resistito al protrarsi di quella convivenza; il 16 ottobre scorso, quando i carabinieri hanno suonato alla porta per il controllo, ha pensato che sarebbe stato molto meglio lasciare quella casa e andare in carcere. Detto fatto. Si è fatto trovare all'ingresso della palazzina e si è consegnato ai militari dell'Arma. Viva la libertà, avrebbe gridato, meglio il carcere che le scenate con mia moglie.
E così è stato: gli arresti domiciliari sono stati revocati, anche se con il suo legale aveva chiesto al tribunale della libertà di Messina di poter riottenere il beneficio della detenzione in casa, non con la moglie, ma presso parenti. Nel riesame, però, il 23 dicembre scorso, è stata confermata la revoca della misura dei domiciliari. Nel frattempo, dopo il rito abbreviato, l'uomo è stato condannato a 3 anni e 4 mesi di reclusione per l'accusa di detenzione di droga.          
 
Mi ha particolarmente colpito perché fa pensare che, talvolta, anche il carcere può essere visto come liberazione da qualcosa di peggiore.
Fa pensare che, qualche volta, la prigione è dentro di noi.
Certo che è davvero paradossale sentire qualcuno che grida “Viva la Libertà” andando in galera.
A me ricorda il film di Totò Dov’è la libertà   che raccontava, appunto, una storia molto simile, nella quale il protagonista, uscito dal carcere dopo tanti anni di reclusione, non riesce ad ambientarsi nel mondo di fuori e chiede di tornare dietro le sbarre dove si sentiva meglio a proprio agio.
Strano il mondo… strana la vita.
 
Cesare Cantelli