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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 28/10/2014  -  stampato il 03/12/2016


Polizia e Carabinieri hanno avuto in dotazione lo spray al peperoncino. A noi della Polizia Penitenziaria daranno lo spray deodorante?

Annosa, e apparentemente irrisolvibile, la questione delle armi non letali in dotazione alle Forze dell’Ordine.

Puntualmente, ogni volta che si verificano disordini in occasione di manifestazioni pubbliche, si riapre il dibattito sull’opportunità o meno di dotare le polizie in servizio di ordine pubblico delle cosiddette armi non letali in luogo delle armi convenzionali.

Proprio in questa direzione, di recente, è stato fatto un passo importante: la dotazione in via sperimentale a poliziotti e carabinieri di spray urticanti al peperoncino.

La sperimentazione  è partita a gennaio a Roma, Milano e Napoli. Lo spray nebulizza un principio attivo a base di 'oleoresin capsicum', sostanza irritante, a non più di 3 metri di distanza.

Il dispositivo, è stato inizialmente assegnato in via sperimentale ai poliziotti della Polfer Stazione e Volanti di Milano, nonché ai carabinieri dei reparti operativi di Roma e Napoli. Sono stati esclusi, per ora, i reparti mobili. Nel caso di positivo riscontro della sperimentazione, l'uso della dotazione dovrebbe essere allargato.

 Da anni i vertici della sicurezza hanno preso in considerazione la possibilità di dotare le forze dell'ordine di questa arma, ma i dubbi sulla pericolosità della sostanza ne avevano sempre frenato l'introduzione: le analisi andavano avanti da 6 anni.

Nel febbraio del 2012, l’allora Capo della Polizia Antonio Manganelli, in una audizione alla commissione Affari Costituzionale della Camera, aveva sostenuto l'utilità dello spray pur in presenza di pareri del Ministero della Sanità che sollevavano dubbi sulle controindicazioni.

Ora, evidentemente, i dubbi sono stati sciolti e c'è stato il via libera.

In effetti, lo spray che verrà usato nella sperimentazione contiene una modesta quantità di principio attivo e non ha impatti duraturi sulla salute della persona colpita.

In questo ambito, è ancora più pertinente un ragionamento sulle dotazioni della Polizia Penitenziaria.

Infatti, probabilmente non è noto a tutti che il poliziotto penitenziario in servizio all’interno delle sezioni detentive, anche (ma potremmo dire soprattutto) quando da solo fronteggia  cento e più detenuti … è completamente disarmato.

Ad onor del vero, tale circostanza è indispensabile per motivi di ordine e sicurezza generale in quanto il rischio di sopraffazione dell’agente è talmente alto che induce ad evitare innanzitutto che le armi possano cadere in mano ai detenuti.

(Ovviamente, ciò non vale in caso di intervento di reparti speciali a seguito di situazioni critiche)

Proprio per questa ragione, lo spray al peperoncino potrebbe ovviare a questi problemi.

La dotazione di questo dispositivo al personale in servizio nelle sezioni non solo sarebbe un efficace deterrente ma consentirebbe una altrettanto efficace difesa in caso di aggressioni.

Per altro verso, nel malaugurato caso di sopraffazione dell’agente il detenuto non verrebbe in possesso di armi letali.

Ci rendiamo certo conto che una simile innovazione può essere al di là delle capacità di comprensione della nostra classe dirigente, spesso in tutt’altre faccende affaccendata, ma confidiamo che l’imminente nomina di un nuovo capo dap, possa portare a largo Daga una persona illuminata.

Altrimenti, lo sappiamo bene, il rischio è che se alle altre forze di polizia è stato fornito lo spray al peperoncino, alla Polizia Penitenziaria finirà per essere distribuito lo spray deodorante …