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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 30/10/2014  -  stampato il 21/02/2017


Sei mesi senza capo: al Dap va in scena “La giara” di Pirandello

Sono ormai passati sei mesi da quando il Ministro Orlando ha dato il benservito a Giovanni Tamburino e nessuno lo ha sostituito a capo del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria.

La situazione sta diventando davvero imbarazzante perché, se da un lato diventano sempre più fondate le opinioni di chi sostiene che la vicenda dimostra l’inutilità di avere un capo Dap, dall’altro lato si è consolidata una situazione quasi pirandelliana dove un vice capo vicario si è chiuso dentro la giara, non può uscire da solo, e non vuole che nessuno lo aiuti a farlo, temendo si possa rompere il vaso.

Così al dipartimento, intorno alla giara di Pagano, è diventato un via vai di Personaggi in cerca d’autore, di Uno nessuno e centomila e di tanti, ma proprio tanti, Fu Mattia Pascal.

Nessuno è responsabile di nulla, Nessuno ha il dovere di render conto e Nessuno si preoccupa di quello che succede nelle periferie.

Fino ad ora fortuna ha voluto (per Pagano e per il Ministro Orlando) che la situazione nelle carceri italiane sta vivendo un periodo abbastanza tranquillo, conseguente al calo della popolazione detenuta certificato dalla Corte di Strasburgo, che proprio in questi giorni ha concesso il voto della sufficienza all’Italia sui compitini svolti dopo la sentenza Torreggiani.

Purtroppo, alla Corte di Strasburgo non interessa altrettanto delle condizioni di lavoro della Polizia Penitenziaria.

E, infatti, se le cose vanno bene a largo Daga non è così per il personale della Polizia Penitenziaria, che alla fine è l’unico che sta pagando le conseguenze della commedia pirandelliana.

Il personale della Polizia Penitenziaria, ancora una volta, assiste da spettatore a queste rappresentazioni teatrali della politica che, incapace di trovare soluzioni adeguate, si incarta su se stessa come un foglio di carta d’alluminio.

Infatti, mentre a Palazzo Chigi “Qualcuno” propone tout court la soppressione del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria, a via Arenula c’è un silenzio assordante sulla nomina del nuovo Capo del Dap.

Il Ministro Orlando è evidentemente in difficoltà sulla scelta del nome, non potendo permettersi di proporre un candidato in Consiglio dei Ministri a rischio bocciatura.  Il pericolo sarebbe quello di essere poi costretto a dimettersi.

E c'è pure chi, a via Arenula, per coprire certe inadempienze, agita spauracchi di Prefetti e Generali dei Carabinieri ...

E mentre il 15 ottobre il Capo di Gabinetto Melillo ha inviato alla Funzione Pubblica un decreto per la riorganizzazione del Ministero della Giustizia che, non solo potenzia, ma addirittura raddoppia i dipartimenti penitenziari disperdendo ancor di più le risorse umane, logistiche e strutturali del Corpo di Polizia Penitenziaria, sempre a Palazzo Chigi “Qualcuno” propone l’istituzione della Polizia di Giustizia: una versione ambiziosa e più qualificata del Corpo.

Noblesse oblige.

 

“Mangia il Governo, mangia la Provincia; mangia il Comune e il capo e il sottocapo e il direttore e l'ingegnere e il sorvegliante... Che può avanzare per chi sta sotto terra e sotto di tutti e deve portar tutti sulle spalle e resta schiacciato?”

Luigi Pirandello – I vecchi e i giovani