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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 03/11/2014  -  stampato il 03/12/2016


Ilaria Cucchi contro tutti

In una delle tante (troppe) apparizioni televisive, Ilaria Cucchi, sorella di Stefano, ha dichiarato: “Per fermarmi mi dovranno uccidere!”, riferendosi evidentemente alla vicenda giudiziaria della sua famiglia.

Ilaria Cucchi ha fatto della vicenda giudiziaria la sua ragione di vita. Lei è diventata portavoce della famiglia ed opinion maker processuale. Dal 2009 ad oggi si è dedicata solo a questo. E con notevoli risultati.

Pur avendo sempre dichiarato di volere solo giustizia per suo fratello, nel frattempo, ha chiuso una causa civile con l’Ospedale Pertini per un indennizzo di un milione trecentomila euro e, proprio in questi giorni, ha preannunciato una causa analoga contro il Ministero della Giustizia.

Nel 2013 si è candidata alle elezioni politiche con la lista di Ingroia (non ce l’ha fatta soltanto perché Rivoluzione Civica non è riuscita a raggiungere il quorum).

Sembra essere stata pervasa da un tale furore civico da sentirsi in dovere di vestire i panni del Defensor Civitatis …

Quest’estate,infatti, è riuscita a salire alle cronache giornalistiche “denunciando” un presunto pestaggio ad opera di poliziotti penitenziari (che coincidenza) su un inerme cittadino.

Grande risalto sulla stampa all’indomani, nessuna notizia qualche giorno dopo sul fatto che non era vero quello che lei aveva raccontato, tanto da essere stata querelata per diffamazione.

L’ultima iniziativa, in ordine di tempo, della Cucchi è stata quella di chiedere al Procuratore Capo di Roma Pignatone la “riapertura” delle indagini sulla morte del fratello perché quelle svolte fino ad oggi “non sono state fatte bene”.

Anche le sentenze, a parere di Ilaria Cucchi, non “hanno reso giustizia”.

Pochissimi organi di informazione hanno evidenziato il fatto che entrambe le sentenze (primo e secondo grado) sono state emesse in Corte d’Assise e, cioè, da una Giuria Popolare composta da semplici cittadini scelti a caso.

In altre parole, le due sentenze del processo Cucchi non sono state emesse da Giudici togati ma da semplici cittadini: sei per la Corte d’Assise, sei per la Corte d’Assise d’Appello.

I giudici popolari sono estratti a sorte tra i cittadini italiani iscritti in apposito albo, senza alcuna distinzione di sesso, di età compresa tra i 30 e i 65 anni, in possesso del diploma di licenza media inferiore per la Corte d'Assise, del diploma di licenza media superiore per la Corte d'Assise d'Appello.

(A puro titolo di cronaca, nessun appartenente alle forze armate o di polizia può far parte delle giurie popolari).

Ebbene, nonostante tutto ciò Ilaria Cucchi, ostinatamente (… per fermarmi mi dovranno uccidere …), non accetta in alcun modo il processo, le sentenze e le indagini e vuole che si ricominci tutto da capo.

Mi domando se è un processo o il gioco dell’oca?

Un certo Yami Yumè sosteneva che  “Al mondo esistono tre verità: la mia, quella degli altri e la Verità”.

Evidentemente ad Ilaria Cucchi non piacciono né la mia, né la Verità.

Da un’agenzia di poco fa:

“(ANSA) - ROMA, 3 NOV - "Abbiamo vinto, Stefano. Abbiamo vinto! Mi parlavano di morte naturale. Mi parlavano di te che ti eri spento. Abbiamo vinto. Hanno perso loro. Non noi. Non ci siamo arresi ed abbiamo vinto. Sono loro ad aver perso. Loro che non sono nemmeno capaci di dirci chi è stato a ridurti così. La giustizia non è per te. Non è per noi. Ma oramai tutti sanno e tutti hanno capito. Abbiamo vinto". Questo il messaggio pubblicato su Facebook da Ilaria Cucchi, che oggi alle 14:30 sarà a piazzale Clodio.”

Più che una vicenda processuale, a questo punto, sembra più una battaglia “Ilaria Cucchi contro tutti”

Peccato che (Ilaria consapevole o inconsapevole) nel frattempo i nostri colleghi (pur tutti assolti) sono finiti nel tritacarne mediatico che li ha “sbattuti in prima pagina”.

E per questo chi pagherà?