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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 17/11/2014  -  stampato il 05/12/2016


Interrogazione parlamentare Nadia Ginetti (PD): accorpare il Dipartimento giustizia minorile al DAP

GINETTI - Al Ministro della giustizia. Premesso che:

è in discussione una proposta di riorganizzazione del Dipartimento della amministrazione penitenziaria del Ministro della giustizia, di razionalizzazione delle funzioni della Polizia Penitenziaria e di sottrazione delle direzioni degli istituti penitenziari ed attribuzione del controllo delle stesse al Ministero dell'Interno;

considerato che tra le raccomandazioni di numerose organizzazioni internazionali vi è quella di non consentire la direzione delle carceri ai ministeri di polizia per evitare improprie sovrapposizioni ed il rischio di abusi nella gestione del sistema carcerario;

a questo riguardo è opportuno evidenziare che anche nei Paesi in cui si è inteso privatizzare, in parte, il sistema penitenziario, come gli Stati Uniti e la Gran Bretagna, il controllo e la gestione degli istituti di pena è rimasto riservato ai ministeri della Giustizia;

a partire dalla riforma carceraria del 1986 (legge n. 663 del 1986) incentrata su 2 principi fondamentali ed imprescindibili in attuazione del dettato costituzionale dell'art. 27, che la pena deve tendere alla rieducazione del condannato e che essa non deve consistere in trattamenti contrari al senso di umanità, il sistema penitenziario si è evoluto maturando da parte di tutti i suoi operatori (dai direttori, ai poliziotti, al personale ausiliario) una gestione democratica ed aperta al territorio che costituisce, a tutti gli effetti, un patrimonio culturale e tecnico accumulato nel tempo che rischia di venire meno se non valorizzato;

l'intervento legislativo, predisposto in osservanza dell'art. 2, comma 10-ter, del decreto-legge 6 luglio 2012, n. 95, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 135 del 2012, e successive modifiche, dovrebbe operare una riorganizzare il Ministero della giustizia mediante riduzione degli uffici dirigenziali e delle dotazioni organiche per ridurre i costi migliorando o lasciando inalterata l'azione del ministero;

dalla cognizione dello schema di decreto del Presidente del Consiglio dei ministri recante "Regolamento di organizzazione del Ministero della Giustizia e riduzione degli Uffici dirigenziali e delle dotazioni organiche del Ministero della Giustizia" e dalla relazione illustrativa allegata non sembra, tuttavia, che le proposte formulate possano semplificare ed efficientare l'organizzazione, considerando sempre che il sistema penitenziario costituisce nel suo insieme una struttura dello Stato deputata a contribuire al mantenimento della sicurezza pubblica ed è, quindi, parte integrante delle strutture di sicurezza e di giustizia per la gestione della esecuzione della pena e come tale dovrebbe essere riorganizzato e non meramente ridotto con tagli generalizzati, bensì selettivi, per agire in presenza di duplicazioni di funzioni ed inefficienze;

tra le altre disposizioni che, allo stato, suscitano forti perplessità vi è quella prevista dall'art. 7, comma 2, lettera b), con la quale lo schema di regolamento citato trasferisce la direzione generale dell'Esecuzione penale esterna del Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria al dipartimento della Giustizia minorile che si ritiene non abbia l'organizzazione adeguata in considerazione anche del rapporto tra i circa 300 detenuti di minore età a fronte degli oltre 26.000 detenuti in esecuzione penale esterna;

il collocamento dell'esecuzione penale esterna per adulti presso il Dipartimento per la giustizia minorile rischia di determinare, pertanto, gravi problemi di inefficienza ed inefficacia dell'azione amministrativa per la mancanza di riferimenti comuni, allo stato attuale costituiti dal Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria e dai Provveditorati regionali dell'amministrazione penitenziaria nella relazione con gli istituti penitenziari con i quali gli Uffici di esecuzione penale esterna condividono importanti decisioni e percorsi, anche in considerazione dell'aumento stimato del numero dei casi di condanna in esecuzione esterna per effetto dei provvedimenti legislativi adottati dal Parlamento verso un sistema di probation e di funzione "riparativa" della pena;

posto che l'esecuzione penale deve rimanere sotto la direzione del Ministero della giustizia si propone, al contrario, di valutare se non sia più opportuno che il dipartimento della Giustizia minorile venga accorpato al Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria;

secondo tale ultimo disegno, in attuazione di una razionalizzazione della struttura dipartimentale, si potrebbe creare un capo dipartimento, 3 direzioni generali e 3 macro aree per il Nord, il Centro e le isole ed il Sud, delle strutture territoriali regionali, con complessivi soli 7 posti con funzione di dirigenza generale, rispetto agli attuali 25, lasciando gli uffici della Esecuzione penale esterna e gli istituti penitenziari nel complessivo attuale numero di 293 e ciò permetterebbe un notevole risparmio di risorse rispetto al numero di livelli di dirigenza generale e di strutture organizzative parificate,

si chiede di sapere quali siano nell'ambito della riforma del Ministero della giustizia, le modifiche e le integrazioni da apportare in sede di emanazione del regolamento di organizzazione del Ministero per rendere più incisivi i risparmi di risorse senza far venir meno la funzione essenziale dell'amministrazione penitenziaria nell'ambito dell'esecuzione penale del Ministero della giustizia.

Atto n. 2-00219

Pubblicato il 11 novembre 2014, nella seduta SENATO n. 348