www.poliziapenitenziaria.it

Home Page> Articolo> Pubblicato il: 07/01/2010  -  stampato il 08/12/2016


Il 2010 inizia con la stessa drammatica emergenza penitenziaria ( ma c chi continua a fare polemiche pretestuose e strumentali).

Alle ventiquattro dello scorso 31 dicembre il passaggio di calendario che ci ha portato al 2010 è avvenuto senza alcuna discontinuità per quello che riguarda i problemi, le difficoltà e le preoccupazioni che gravano sulle nostre povere spalle di vecchie guardiacarcere.

In altre parole, senza soluzione di continuità, il 2010 è ripartito con le stesse incognite e con le stesse incertezze che alimentavano le nostre inquietudini.
La situazione delle carceri …
E’ sotto gli occhi di tutti il degrado senza precedenti del sistema penitenziario di quella che si vanta di essere una delle prime otto nazioni al mondo.
 
Nel mentre, la politica non ha tempo di affrontare un problema così grave perché distratta ora da fatterelli di escort e di viados (… l’ipocrisia di chi si scandalizza per transessuali e prostitute), ora da faccende di celebri divorzi (in Italia ogni anno avvengono 90.000 separazioni e 60.000 divorzi) e, infine, per il lancio di statuette e per le conseguenze di eccessi di fede religiosa (in Italia ogni anno avvengono quasi un milione di infortuni sul lavoro, dei quali circa 1.200 risultano mortali).
Peraltro (beati loro) Camera e Senato si sono concessi più vacanze degli studenti, chiusura dal 22 dicembre al 12 gennaio.
 
Il ministro Alfano ed il Capo del Dap Ionta, vanno parlando di un Piano carceri da aprile dell’anno scorso (vox clamantis in deserto …). Piano carceri che, per come era stato concepito all’origine, avrebbe potuto dare una bella boccata di ossigeno all’asfittico sistema carcerario.
Oltre un miliardo di euro le risorse preventivate per la realizzazione di 46 nuovi padiglioni ad ampliare strutture già esistenti e per la costruzione di 22 nuovi istituti penitenziari, per un totale di 17.264 posti detentivi in più, realizzabili in un periodo di due o tre anni al massimo.
A latere del piano, una richiesta di assunzione straordinaria di cinquemila poliziotti penitenziari.
 
Purtroppo, il trascorrere del tempo non ha certamente giocato a nostro favore e, quasi come l’effetto erosivo delle maree sulle spiagge, si continuano ad assottigliare le disponibilità del Governo (allo stato attuale si parla di cinquecento milioni di euro e di duemila agenti) in un tira e molla degno di una qualsiasi  trattativa per il rinnovo di un contratto di lavoro.
 
Qualcuno dovrebbe far capire ai nostri politici distratti che qui, invece, si sta parlando di esseri umani, di persone, che soffrono una situazione di umiliante detenzione in strutture degradate, fatiscenti e sovraffollate oltre ogni tollerabilità.
E questo inevitabilmente, con gravosissime ripercussioni sulle condizioni lavorative di chi in carcere è costretto a starci per guadagnarsi da vivere.
Il risultato? Aumento dei suicidi (sia tra i detenuti che tra il personale di custodia), aumento dell’autolesionismo e aumento dei decessi, in genere, all’interno dei penitenziari.
Una delle cose che più mi rammarica, nell’ambito di una situazione già di per se stessa così tragica e drammatica, è riscontrare il barbaro coraggio di chi, tra gli addetti ai lavori, continua a strumentalizzare qualunque cosa per attaccare pretestuosamente chiunque porti avanti una qualsivoglia iniziativa.
 
Ho letto tante di quelle cose assurde che, se non fosse per la gravità della situazione, potrebbero far  sorridere per le velleità dell’autore.
Invece, mi fa molto arrabbiare certo disfattismo, palesemente incardinato in disegni complottisti e cospirazionisti, che non può non far pensare ad una ritorsione per qualcosa di chiesto e non ottenuto.
Si pensi a insinuazioni circa improbabili progetti di privatizzazione nascosti tra le pieghe del piano carceri.
 
Si pensi, ancora, al rispolverìo di vecchie provocazioni circa il passaggio del Corpo al Ministero dell’Interno. Oppure, all’ostinata campagna contro i Magistrati al Dap (definiti come il male assoluto per l’amministrazione penitenziaria) , salvo poi plaudire al ritorno di Tinebra (magistrato e capo del dap per cinque anni).
 
Ho letto anche di vere e proprie manipolazioni delle cifre (eufemismo per dire bugie), pur di screditare quel poco di buono che si è fatto (nuovo istituto di Rieti).
Alla fine, però, arrivano momenti in cui non si può più stare a guardare, non si può più leggere e disapprovare tra se e se … arrivano momenti in cui è necessario sedersi sull’altro piatto della bilancia … arrivano momenti in cui è necessario ristabilire la verità storica e fattuale delle cose.
Ed è per questo che noi, da questo blog, abbiamo deciso di non prendere più solo atto passivamente di quanto viene scritto dagli altri, laddove questo ci sembri ingiusto, sbagliato e, soprattutto, falso o mistificato.
Nasceranno, così,  due o tre nuove rubriche all’interno delle quali analizzeremo, di volta in volta, quello che ci sembra degno di nota,  meritevole di smentita o, peggio ancora, bisognoso di sconfessione.
A risentirci.
 
Cesare Cantelli