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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 17/11/2014  -  stampato il 03/12/2016


In ricordo di Carmelo Magli, il Poliziotto penitenziario ucciso a Taranto dalla mafia 20 anni fa

Ieri mattina, in occasione del ventennale dell'omicidio del 24enne agente di Polizia Penitenziaria Carmelo Magli, ucciso a Taranto durante la guerra di mala il 17 novembre 1994, nella casa circondariale a lui intitolata, si è svolta una  “Giornata della memoria e della legalita”.

Alle 8.30, nella sala convegni dell'istituto, si è tenuto un incontro, dal titolo “Il poliziotto penitenziario-tra giustizia e umanità”, con gli alunni dell'Istituto Comprensivo 'XXV Luglio-Bettolò di Taranto e dell'Istituto Comprensivo “De Amicis-San Francesco” di Francavilla Fontana (Brindisi).

Alle 11.15 spazio alla tavola rotonda  “Il ricordo di Carmelo Magli, vittima della barbarie mafiosa-tra memoria e riflessionì”. Sono intervenuti il procuratore capo della Repubblica di Lecce Cataldo Motta, il procuratore generale della sezione distaccata di Taranto della Corte d'Appello di Lecce Ciro Saltalamacchia, il procuratore aggiunto della Repubblica di Brindisi Nicolangelo Ghizzardi, il sostituto procuratore della Repubblica del tribunale di Lecce Guglielmo Cataldi, il gip del tribunale di Taranto Pompeo Carriere.

A seguire è stato inaugurato, nell'area della portineria principale, il busto bronzeo dell'agente scelto Carmelo Magli, nativo di Francavilla Fontana. Hanno presenziato alle cerimonie il direttore del carcere Stefania Baldassari, il prefetto di Taranto Umberto Guidato e il prefetto di Brindisi Nicola Prete.

Carmelo Magli era un ragazzo di appena 24 anni, sposato e padre di due bambine, quando, la notte tra il 17 e il 18 novembre 1994, venne trucidato da un commando di killer che, a distanza ravvicinata, gli esplosero numerosi colpi di mitraglietta, ponendo così fine alla sua giovane vita. tarantobuonasera.it

 

LE PAROLE DEL DIRETTORE STEFANIA BALDASSARI

Il caso di Carmelo è quello di una vita che, d’improvviso, giunge ad un bivio, cambia strada, dirigendosi verso una morte inaspettata, perchè in quel posto, a quell’ora, avrebbe potuto esserci anche un’altra persona. Gli assassini, infatti, non avevano scelto nome e cognome della vittima, aspettavano semplicemente il primo Agente di Polizia Penitenziatria che sarebbe uscito dall’Istituto al termine del servizio. La brutalità di questa esecuzione lasciò in tutti una immensa percezione di insicurezza e paura per il movente e le modalità scelte dai killer di Carmelo Magli, il cui fine era unicamente quello di dimostrare, attraverso quell’atto di forza, la propria supremazia su una criminalità allo sbando con il processo “Ellesponto (ancora in corso).

Un particolare ringraziamento va alla moglie, alla figlia e ai genitori di Carmelo a cui è stato chiesto l'ulteriore sacrificio di dover ricordare ancora una volta quei terribili momenti dell'agguato, consapevole che il tempo può solo addolcire il dolore ma certamente non eliminare l'intensità di quella enorme perdita! Sono anche intervenute due scolaresche della scuola media affinché la memoria di Carmelo possa essere da monito e insegnamento e anche per far conoscere loro la polizia penitenziaria, di cui di parla spesso in termini negativi nonostante, in realtà, il poliziotto penitenziario lavora in silenzio attendendo ad un ruolo gravoso e complesso, sicurezza e rieducazione all'interno degli istituti ricevendo in cambio dalla collettività molto poco o quasi niente.

Un ringraziamento davvero sentito a tutti i poliziotti penitenziari, che per un mese e mezzo hanno lavorato, senza far mancare il loro impegno istituzionale, all'organizzazione di questa commemorazione, in particolare ai colleghi di Carmelo che erano in servizio con lui nel 94, che mi hanno fatto sentire forte la loro voglia di ricordarlo, all'Isp Antonio Gugliotta, il promotore di questa giornata, instancabile e prezioso come sempre.

Posso affermare che il carcere di taranto ha in forza 308 unità + 1: Carmelo Magli, presenza invisibile ma comunque nel cuore di tutti i colleghi che prestano servizio nella casa circondariale a lui intitolata.