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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 28/11/2014  -  stampato il 06/12/2016


Io comandante di periferia, voglio la promozione per merito straordinario

Pare che tutti quelli che hanno fatto parte del mitico “Gruppo Torreggiani” costituito al D.A.P. per stressare i Comandanti di Reparto, richiedendo continuamente dati, compilazioni di tabelle, al fine di capire i progressi fatti mese dopo mese dalle periferie nella ubicazione dei detenuti nelle celle rispettando i parametri imposti dall’Europa, debbano ricevere una ricompensa; c’è chi dice che molti sarebbero stati proposti all’avanzamento di grado per meriti straordinari, altri dicono che saranno encomiati pubblicamente. Tutto questo per avere coordinato da una poltrona a Roma inserimento dei dati al computer o ideato un programmino in formato excel dove incasellare i suddetti dati.

Certo c’è una bella differenza tra l’inserimento dei dati, l’ideazione di un programma e l’applicazione nella pratica di un dispositivo di una Sentenza Europea che è andata a stravolgere le modalità lavorative della Polizia Penitenziaria, che si è dovuta adattare alle strutture inadatte, che ha dovuto lottare con la mancanza di fondi al fine di realizzare i famosi “contenuti” che dovevano riempire le otto ore dei detenuti fuori dalle celle. L’applicazione della sentenza è stata certo demandata alla fantasia e alla buona volontà dei Comandanti di Reparto e dei Direttori, ed è stata ingoiata come un rospo dalla Polizia Penitenziaria proveniente da oltre un secolo di lavoro nelle carceri dove la sicurezza era tutto ed il trattamento era marginale; dove ad ogni angolo c’era un cancello e il detenuto non poteva circolare se non accompagnato da un agente.

Un dialogo serrato nelle periferie dimenticate d’Italia, tra Comandanti che si dovevano adeguare (memorabile la risposta di un Provveditore ai dubbi sollevati da d Comandanti e Direttori riuniti in uno dei PRAP d’Italia per capire il senso della Torreggiani, : O vi adeguate o……..vi adeguate!!!) e personale (soprattutto i vari sindacalisti che ideologicamente sono stati sempre contro per la mai abolita “colpa del custode”) che davvero non capivano questa immediata e totale apertura dopo anni di chiusura, sicurezza, sentinelle ecc.

I sacrifici fatti dai Comandanti e subiti dal personale per raggiungere l’obiettivo dell’80% del numero di detenuti con regime delle otto ore con celle aperte, ha evitato che l’Italia dovesse pagare una sanzione di due miliardi di euro. Questo è avvenuto con i sacrifici della Polizia Penitenziaria, attraverso il dibattito, le aggressioni, gli episodi di violenza aumentati, le prevaricazioni tra detenuti che inevitabilmente con questo regime detentivo sono aumentati come mai negli ultimi dieci anni.

Se c’è qualcuno che deve essere promosso per meriti eccezionali sono coloro che in periferia si sono inventati nuove modalità lavorative e che si sono sottoposti a sacrifici e dure critiche pur di fare risparmiare 2 miliardi al Governo Renzi e far fare bella figura ai burocrati del DAP e non certamente coloro che seduti dietro un Computer o dall’altro capo di un telefono, facendo accendere una lucina sul monitor nel caso in cui un detenuto veniva allocato in una cella oltre i metri quadri previsti.

Non consumate un’altra ingiustizia nei confronti degli appartenenti al Corpo che nelle carceri periferiche si sono spesi per applicare il dettato della sentenza Torreggiani.