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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 08/12/2014  -  stampato il 10/12/2016


Le ultime parole famose di Tamburino & Pagano

Finalmente si è concluso l’ultimo ciclo di un’era di profonda confusione e mancanza di progettualità nell’amministrazione penitenziaria.

Il Medioevo dell'amministrazione penitenziaria, secondo noi, è iniziato con l’arrivo di Giancarlo Caselli nel 1999 a Capo del DAP, un nome troppo illustre e troppo in vista per perder tempo a prendere quelle decisioni necessarie ad incidere veramente sul DAP.

Caselli avrebbe dovuto attuare l’ultima parte della riforma iniziata nel 1975 e portata a compimento nel 1990 con l’istituzione del Corpo di Polizia Penitenziaria. Giancarlo Caselli è durato un anno circa, poi ci sono stati cinque anni di Giovanni Tinebra, un anno e mezzo di Ettore Ferrara, quattro anni di Franco Ionta e gli ultimi due di Giovanni Tamburino.

Ad onor del vero, nella realtà dei fatti,  i giochi li hanno fatti  Vice Capi  e  Dirigenti del Dap, perchè sono loro che hanno sempre esercitato materialmente il potere reale.

Alcuni sopra tutti: Emilio Di Somma, Luigia Mariotti Culla ed Enrico Ragosa, che nel frattempo sono andati in pensione e usciti di scena quasi definitivamente, a parte tutti quei “figli e figliocci” messi nei “posti giusti” in tutti questi anni e che sono ancora lì.

Da non sottovalutare, nemmeno, l'nfluenza di dirigenti di seconda fascia collocati in alcuni posti strategici da anni ed anni (qualcuno più di venti) e che hanno il potere materiale di orientare le decisioni dipartimentali e che gestiscono, di fatto, un "orticello" di amministrazione penitenziaria.

Ci auguriamo che il vento di rinnovamento che sta arrivando con Santi Consolo e Mauro Palma, si porti via anche tutti questi dirigentini o, almeno, tutti quelli che sono allo stesso posto da più di cinque anni.

Purtroppo, a noi sembra che alla fine di questi decenni, sono rimaste solo le macerie di un’amministrazione penitenziaria che dopo Nicolò Amato non ha avuto più chiaro cosa dovesse fare e dove dovesse andare (per dirla alla Totò).

Prima del Sig. Torreggiani e del Consiglio d’Europa, solo la mafia e qualche politico avevano compreso davvero l’importanza del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria.

Tutti gli altri hanno preferito ignorarla o sono rimasti indifferenti alla totale disorganizzazione di un Dipartimento da cinquantamila dipendenti e oltre centomila anime da gestire, tra detenuti in carcere e alle misure alternative.

Il peggio però sembra passato. Ormai i riflettori si sono accesi anche nelle carceri e non crediamo si potrà rimanere così passivi e inermi e tirare a campare come ha fatto un’intera generazione di Dirigenti. Ormai non ci si potrà più nascondere facendo finta di niente.

Godiamoci quindi "Le ultime parole famose" di Tamburino&Pagano, rilasciate dopo la nomina di Santi Consolo che dimostrano, loro malgrado (ma lo capiranno solo fra un po’) che sono stati gli ultimi “poco lungimiranti” amministratori del DAP.

 

Ex Capo DAP Tamburino: sovraffollamento risolto, ho inaugurato sei carceri

 

Luigi Pagano: offriamo a Santi Consolo il contributo di un’’amministrazione sana e vitale

 

Forse è arrivata l’ora che Tamburino e Pagano comincino a pensare ad una “exit strategy”

 

Il fallimento del DAP: una colpa che non è ascrivibile ai soli Tamburino e Pagano